sabato 3 giugno 2017

I capelli della Pinotti, gli

occhialoni della Boschi.

Quei look stonati delle

signore di governo.

La ministra sbaglia il taglio. E il tubino nero di Maria Elena era fuori luogo per l'evento.


Capita a tutte le donne di ricevere un invito all'ultimo momento, aprire l'armadio e rimanere immobili fra lo sconforto e la disperazione pronunciando la classica frase «non ho niente da mettermi».



Che sia un cocktail party, un business-event o una serata di gala la priorità è quella di non sbagliare outfit e di rispettare scrupolosamente il dress code per non risultare fuori luogo. Fortunatamente esistono gli evergreen, uno di questi è «le petite robe noir» cioè l'abitino nero smanicato. Ma se l'occasione è pianificata da tempo e si ha un ruolo istituzionale da rispettare, buona norma sarebbe pensare per tempo ad un look adatto e non ripiegare sul solito tubino nero come ha fatto Maria Elena Boschi, che alla parata ai Fori Imperiali non ha esattamente brillato con quello che si dice un abbigliamento «adeguato all'occasione». Se poi gli accessori abbinati sono una cintura con fibbia dorata e occhialoni da diva hollywoodiana l'effetto è più quello da aperitivo sul lungomare di Forte dei Marmi che da cerimonia ufficiale.
Una giacca o al limite una stola a coprire le braccia e le spalle scoperte avrebbero reso il tutto più accettabile, anche se, a voler essere pignoli l'ambito e l'orario dovrebbero dettare scrupolosamente il livello di leggerezza o di formalità e persino le nuance di colore più adatti: di giorno, con la luce, i colori sono chiari e l'effetto complessivo deve essere luminoso; di sera sono auspicabili colori più scuri e tessuti ricercati, con lo scintillio dei gioielli a impreziosire il look. E ancora, di giorno e fino alle 18 le lunghezze sono al ginocchio, alla sera si può optare per il lungo. Maria Elena sembra non conoscere queste regole, dato che anche il giorno prima in occasione del ricevimento per la Festa della Repubblica nei giardini del Quirinale ha sfoggiato un altro tubino nero al ginocchio. Unica variante la scollatura in voile trasparente. Un effetto non propriamente elegante e non propriamente adatto ad un evento formale che ha luogo dopo le 18 (il cocktail aveva inizio alle 19, ndr). Per quanto riguarda l'acconciatura il sottosegretario non si smentisce: il capello ondulato anni '50 è ormai un suo must ma se paragonata a quella con cui si è presentata sul palco Autorità il ministro della Difesa non possiamo che apprezzarla, tutto sommato. Roberta Pinotti ci ha infatti stupito con effetti speciali: con un outfit sobrio - un tailleur in raso blu cangiante - ha osato un taglio asimmetrico e destrutturato. Un carré scalato e sfilato dall'effetto spettinato e selvaggio che gli esperti non esisterebbero a definire «urban style» se non addirittura «rock nineties», un po' heavy metal e un po' grunge. A Kurt Cobain stava benissimo, alla Pinotti in una cerimonia ufficiale sinceramente molto molto meno. -

Nessun commento:

Posta un commento