giovedì 15 giugno 2017

Ginatempo:

“Il contratto di servizio è un

atto dovuto da parte del

Consiglio comunale”.




“Il contratto di servizio avrebbe dovuto essere un atto dovuto, da parte del consiglio, e non un caso politico. Nei fatti invece tale contratto si è rivelato il cappio che il consiglio, ovvero la sua maggioranza, ha deciso di riservarsi. Un cappio stretto al collo dei messinesi tutti” . Ecco quanto ha scritto in una lettera aperta Beniamino Ginatempo, amministratore unico di Messina servizi bene comune che dopo il voto di lunedì è rimasta una scatola vuota. “Bisognerebbe chiedersi perché il consiglio lo abbia fatto, e lo ha fatto dopo due mesi e mezzo dalla costituzione di società, considerato anche il fatto che Messina Servizi Bene Comune spa ha avuto, ha e continuerà, fino alla sua liquidazione, ad avere dei costi a carico dei contribuenti messinesi.” Il rischio che si configuri il danno erariale non è un’ipotesi poi così remota, ecco perché i primi a lavorare per evitarlo sono l’assessorato all’ambiente e la giunta Accorinti. Come detto dall’assessore Daniele Ialacqua subito dopo il voto del consiglio comunale, che lunedì ha respinto la delibera di affidamento del servizio di gestione e raccolta rifiuti alla nuova società, ha comunicato che avrebbe riproposto la deliberà così come è aprendo però alla possibilità ai consiglieri di riproporre tutti gli emendamenti che riterranno opportuni. tutto purché si eviti di arrivare al 30 giugno senza l’approvazione della delibera. a fine mese scade infatti l’ultima proroga per legge concedibile a Messinambiente per la raccolta rifiuti e il rischio che ci si ritrovi sommersi dall’immondizia è concreto. Ecco perché il commissario liquidatore della partecipata di via Dogali è andato dal prefetto per mettere nero su bianco quanto fatto da lui e quanto non fatto dagli altri. “Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità”. -

Nessun commento:

Posta un commento