domenica 25 giugno 2017

Giletti viene epurato in

silenzio. Scopre in rete

lo stop all'Arena.

Nessuno lo ha avvisato, eppure la trasmissione aveva un ottimo share.

Milano - La sorpresa più grande riservata dei palinsesti presentati in Cda Rai venerdì è stata la scoperta della cancellazione de «L'Arena», una delle poche trasmissioni, insieme a «Porta a Porta», che è sopravvissuta alla falcidia degli spazi di approfondimento più moderati o che non fossero graditi all'area renziana.


Insomma da settembre ci sarà solo Vespa con tre seconde serate a non essere schierato, lasciando tutto lo spazio in palinsesto a trasmissioni come «Che tempo che fa», con i suoi numerosi ospiti radical chic che passa alla domenica su Raiuno, «In mezz'ora» che raddoppia, «Cartabianca» e via dicendo. Pare che Giletti non sia stato convocato ufficialmente, non sapesse nulla della possibile chiusura dell'«Arena», e che l'abbia scoperto dalle indiscrezioni uscite sui siti poco prima della presentazione dei palinsesti. E, soprattutto, pare che lui non avesse alcuna intenzione di finire un'esperienza di grande successo di pubblico e di share. Resta un mistero infatti il perché si decide di eliminare una trasmissione che raccoglie ogni domenica 4 milioni di spettatori e che batte regolarmente la concorrenza. O Giletti ha commesso qualcosa di grave oppure appare una scelta economicamente suicida. Per Giletti i vertici di viale Mazzini hanno previsto la conduzione di una decina di show musicali al sabato sera. Teoricamente una promozione, ma il giornalista non è un Carlo Conti adatto alla lunga serialità, nelle sue corde ci sono serate evento come quelle dello scorso anno con Mogol, e che comunque non sarebbero incompatibili con il proseguimento dell'«Arena». In ogni caso un chiaro modo per toglierlo dal lavoro giornalistico. A questo punto pare difficile che Giletti possa accettare la nuova offerta dei vertici Rai (il suo contratto scade a fine giugno), magari ascolterà le sirene delle altre tv: da tempo si parla di un possibile passaggio a Mediaset e di trattative con altre aziende. Magari stavolta è la volta buona.
Al posto di Giletti andrà in onda una versione allungata di «Domenica In» condotta da Cristina Parodi, al cui interno ci saranno, a seconda dei periodi, un programma con Bebe Vio, la schermitrice campionessa paraolimpica e lo Zecchino d'oro. Insomma, suvvia, è festa: alla domenica pomeriggio solo intrattenimento, racconto, leggerezza... Niente inchieste, reportage, interviste politiche. Meglio tenere il pubblico allegro. Come succede da quando è arrivato Campo Dall'Orto e i talk show politici scomodi sono stati chiusi uno dopo l'altro: prima «Ballarò» di Giannini, poi «Virus» di Porro. Sostituiti da programmi interessanti come «Nemo» di Raidue che però si tengono lontani dalla politica o da talk come «Cartabianca» che però raccolgono pochi ascolti. Ma proprio sul cambiamento del settore informazione in Rai e sullo scontro che ne è derivato tra le varie anime della sinistra è caduto Campo Dall'Orto. Vedremo se, in questa lotta riuscirà a sopravvivere il nuovo dg Orfeo. Il suo primo atto è stato trattenere a peso d'oro un campione della sinistra politicamente innocuo, nel senso che non dispiace a nessuno, e invece silenziare un giornalista che invece portava oro in share. Forse non un ottimo modo di cominciare la sua direzione. -

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