domenica 18 giugno 2017

Etruria, papà Boschi nel

2015: "Ne parlo con mia

figlia e col presidente".


Il Fatto Quotidiano pubblica una nuova intercettazione. Si riapre il caso dei presunti interventi dell'ex ministro per salvare l'istituto di cui il padre era vicepresidente.



La telefonata risale al 2015. E potrebbe riaprire le polemiche sul salvataggio della Banca Etruria.



Perché alla cornetta del telefono c'è Pier Luigi Boschi, padre dell'allora ministro Maria Elena nonché vicepresidente della popolare in crisi. Nella conversazione pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano, vengono fatte rassicurazioni sul salvataggio dell'istituto. Papà Boschi dice chiaramente che intende affrontare la questione con la figlia e con il premier Matteo Renzi.

"Domani ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata".

Il Fatto Quotidiano riporta il testo della conversazione che sarebbe avvenuta alle 19:34 del 3 marzo 2015 tra Pier Luigi Boschi e il direttore generale di Veneto Banca Vincenzo Consoli. Conversazione che arriva, calendario alla mano, poco dopo il via libera al decreto che ha obbligato le popolari a trasformarsi in Spa nel giro di un anno e mezzo.

Il mese prima Banca Etruria era stata commissariata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan su proposta del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco.
"Ora - aveva commentato la Boschi su Twitter - smetteranno di dire che ci sono privilegi? Dura lex, sed lex".

Durante la telefonata con Consoli, stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano, Boschi senior avrebbe provato a sondare la strada per fondere Etruria con Veneto Banca spiegando che avrebbe sottoposto l'idea anche alla figlia e al "presidente", cioè Renzi.-

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