Sessa è il secondo appartenente al Noe che finisce coinvolto nell’inchiesta. Dopo il suo interrogatorio sarà sentito, per la seconda volta, Gianpaolo Scafarto, indagato invece per falso.
Il capitano si è già difeso dall’accusa di aver manomesso alcuni passaggi di un’informativa del 9 gennaio 2017 nei capitoli che riguardavano i servizi segreti e nell’intercettazione che tirava in ballo il padre dell’ex premier Tiziano Renzi, indagato sempre nell’inchiesta Consip per traffico di influenze. Nell’informativa era stata attribuita la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” ad Alfredo Romeo, l’imprenditore ora in carcere per corruzione.
In realtà a pronunciare quella frase (senza che si riferisse a Tiziano Renzi) era stato l’ex parlamentare Italo Bocchino (anche questi indagato per traffico di influenze.
I magistrati romani ipotizzano che dietro questi errori ci sia un dolo. -