venerdì 16 giugno 2017

BROLO & BRESCELLO –

… Noi stiamo con Don

Enzo Caruso.


             

Un sindaco comunista “Peppone”, un  muscolare parroco, Don Camillo in un  paese della bassa padana. Così la storia comincia… Mezzo secolo dopo, a Brolo sembra che  il tempo si sia fermato, anzi tornato indietro. Non c’è un placido fiume che scorre ma è già un alternarsi di odio e amore, battaglie e alleanze, mancano le auto d’epoca e le biciclette, non ci sono nè le falci nè le campane, ma c’è una storia, che diventa racconto, con tanti episodi e fatti che scorrono a volte vocianti altre volte in maniera placida ma temibili, come quel Grande Fiume sotto la pancia di una barca, sfiorando anime nere o abbracciando temi di grande attualità, ma anche contrapponendosi su chi deve scattare una foto, sul coro, sulla festa della Patrona. Brolo è così, a volte un luogo dell’anima altre un cortile animato da comari scomposte da incombenti e premature menopause.
E la politica locale in un piatto ficco c’entra con piacere ed il parroco non si sottrae, diventa protagonista, a volte silente, a volte partecipe, come un tifoso.
Perchè non a caso proprio da un post sulla finale della Champions League si è riaccesa la polemica e lo scontro, forse per qualcuno troppo presto sopito, in relazione alla polemica sulla Festa.
Ed allora tra le fazioni, c’è chi è con l’amministrazione – che rigetta ogni accusa sull’essere contro il parroco – , chi col parroco, chi è contro “a priori”, chi scrive anche sulla pagina della parrocchia post anonimi… e chi come noi alla fine è “con Carmelo” che incolpevolmente rivendicando il diritto di essere interista ha scatenato il tutto.




Oggi dopo la presa di posizione dell’ex sindaco, Salvo Messina, sono quattro movimenti a far diga, anzi muro, in difesa del parroco di Brolo (Per Brolo, Brolo con Ettore, Io Amo Brolo, 360 e Cambiamenti per Brolo)
Lo fanno con un documento politico, così questa entra, anzi irrompe, in Chiesa – non era evidente in tal modo dai tempi di Padre Pietro -.
E questo alla fine deve essere preso anche bene.
Perchè anche questo – al di là dei giudizi e della valutazione sulle opportunità e i ruoli – è un momento di chiarezza, di presa di posizione, di metterci la faccia, in un paese dove di anonimi e profili falsi e farlocchi c’è ne sono tanti… anzi troppi.

E sicuramente non finisce qui e in attesa di altro questa è la versione integrale del documento.



In merito agli ormai palesi e non più nascosti attacchi, che dai giorni della celebrazione della festa della nostra Patrona, Enzo Caruso sta subendo, opponendo un silenzio mediatico quasi assoluto, ha indotto i Gruppi firmatari di questo messaggio a prendere posizione su quanto sta accadendo.
Don Enzo entra come parroco a Brolo in una situazione di grandi tensioni sociali e profonde divisioni e lacerazioni.
L’abbiamo visto inserirsi da subito nel cuore del tessuto sociale con una forza d’animo, una competenza e, allo stesso tempo, una disponibilità non comuni.




Il lavoro di Don Enzo Caruso, in così poco tempo, è già palpabile ed apprezzabile.
Nel crescendo di un clima conflittuale scatenato da una ben precisa e minoritaria parte in causa che, non contenta di aver dilaniato il tessuto politico e sociale del paese, ora vorrebbe estendere il conflitto anche nei confronti degli organismi pastorali “rei”, forse, di non essere allineati alla bisogna di improbabili paladini.



 Lo si accusa di aver diviso il paese, di occuparsi di politica e ogni giorno, sempre dallo stesso gruppo, si aggiungono nuove infamanti accuse.
Ciò che, al di là di tutto, giudichiamo veramente vergognoso e inaccettabile è il palesarsi di un gioco sporco che, dalle stanze nascoste emerge sulla superficie dei  social network, laddove sono palesi gli interventi capziosi di, ahinoi, temporanei “rappresentanti istituzionali” che alimentano divisioni invece di favorire l’armonia.



Prendiamo atto dell’ipocrisia di chi gioca a “tirare la pietra e poi nascondere la mano” su Facebook, con attacchi diretti e più ancora con messaggi criptati, con l’unico intento di delegittimare chiunque sia capace di mostrare autonomia di giudizio.



La Chiesa è quel luogo senza colore politico, sociale o di altro genere, dove tutti – senza differenza alcuna – possono trovare sostegno e conforto, Padre Enzo si impegna esclusivamente per rendere possibile questo anche a Brolo forse, è questo che a quei pochi da fastidio?



Sentiamo di dire che è ora di finire questa guerra e questo gioco al massacro verso chi si sta spendendo, senza altri fini, per il bene e il futuro di Brolo e delle sue famiglie. 
A pagarne le spese sono già gli innocenti e le famiglie di Brolo.
A Don Enzo, alla luce del suo operato fino ad oggi, il sostegno, l’apprezzamento e la stima di quanti a Brolo auspicano
UN NUOVO TEMPO DI PACE. -

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