lunedì 12 giugno 2017

Berlusconi si prepara:

in campo ai ballottaggi.

Salvini: sì alla coalizione.

Il Cavaliere: "Le piazze erano piene, Fi crescerà". Duello con il Carroccio: la Francia dimostra che l'antieuropeismo non paga.

Roma - Nella villa di Arcore Silvio Berlusconi aspetta i risultati del voto amministrativo senza ansia, ma con ottimismo.



Concentrato negli ultimi giorni sulla partita per la legge elettorale, con la quale si è ripreso un ruolo centrale, il leader di Forza Italia ora è attento a questa tornata elettorale nei mille comuni italiani.
Scommette su un miglioramento delle posizioni. Conta che il candidato scelto dal centrodestra, presentatosi questa volta ben più unito del centrosinistra, riuscirà ad andare al ballottaggio anche nei centri più significativi, scalzando il M5S, come confermano già gli exit poll. E sarà allora, al secondo turno, che il Cavaliere scenderà in campo per sostenere i suoi in prima persona. Tutti lo vogliono al fianco, per giocarsi l'ultima carta.
A metà di una domenica tradizionalmente dedicata alla famiglia, ha rafforzato la fiducia di Berlusconi nell'elettorato di Fi e del centrodestra il report arrivato dai coordinatori regionali, con le immagini girate alla chiusura dei comizi di venerdì nei principali comuni dove si vota. «Le piazze erano piene - racconta uno dei più stretti collaboratori del leader azzurro - e il presidente si è rallegrato di tanta partecipazione. È un buon segnale».
Dai responsabili locali e dai parlamentari sono arrivati pure commenti positivi all'ultima intervista di Berlusconi su Libero, in cui si mostra combattivo sulla legge elettorale, che per lui non è da considerarsi naufragata malgrado la rottura del patto a quattro e sui progetti di un prossimo governo. «Solo se c'è storia ci sarà futuro - commenta chi gli sta vicino - ed è stato apprezzato da tutti l'insistere del presidente sulle cose fatte in passato da Fi e sulle prospettive».
Il voto nei comuni italiani, al di là delle dinamiche locali sempre distinte da quelle nazionali, avrà comunque un peso sui rapporti politici soprattutto con Pd e M5S, ma anche sugli equilibri all'interno del centrodestra. Per calibrare in particolare il rapporto con la Lega di Matteo Salvini, Berlusconi aspetta di leggere i dati sul voto di lista. Ha appena ribadito che è lui il capo del fronte che si oppone a sinistra e grillini e che si vince al centro, non dagli estremi.
E mentre attende la fine degli scrutini comunali l'ex Cavaliere segue i risultati delle elezioni francesi, li legge attraverso una lente italiana e trova una conferma del suo puntare su posizioni moderate nella débâcle del Front national di Marine Le Pen, nel tracollo della sinistra e nella tenuta dei Republicains, poco dopo la punizione incassata in Gran Bretagna da Teresa May, patrona della Brexit. Fatti che, per Fi, indeboliscono la propaganda troppo urlata degli alleati di destra e antieuropeisti.
Ma a tarda notte l'attenzione del leader e dei suoi, nel quartier generale di Arcore, è concentrata soprattutto su quei comuni governati dal Pd, e non solo i capoluoghi più significativi, per i quali gli aruspici del partito coltivano buone aspettative, mentre prevedono un cattivo risultato dei candidati di Beppe Grillo. Da lì potrebbe partire l'onda lunga di una riscossa azzurra. «Bisognerà vedere come risponde il nostro elettorato - si ripete con cautela nel cerchio magico azzurro- agli appelli alla responsabilità e all'impegno lanciati dal leader. Che, anche su questa base, si prepara alla prossima campagna elettorale, quella nazionale». -

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