venerdì 30 giugno 2017

Beninati dice no al Parco dei

Peloritani: “Inutile,

dispendioso e illegittimo”.



“Non si ceda alla tentazione di servire pochi nullatenenti in cerca di occupazione, si pensi, invece alla cittadinanza che vuole crescere. Basta con i carrozzoni politici, si metta fine immediatamente al progetto che vuole istituire il cosiddetto Parco dei Peloritani: inutile, dispendioso e nell’interesse di pochi “amici” e non della comunità”.
Nino Beninati, coordinatore provinciale di Noi con Salvini, affronta il delicato tema della istituzione di un Parco nel territorio dei Peloritani. “Il Parco dei Peloritani non farà altro che bloccare ogni attività in un’area vastissima, togliendo ossigeno a moltissime persone che vivono di allevamento e agricoltura, le due attività che dovrebbero non essere sottoposte ad ulteriori limiti, ma fare da volano per l’economia  di quest’area già di per sé molto inflazionata”.
“Il tutto è ancora più grave se si pensa che si sta agendo nella più totale illegalità. Infatti- continua Beninati-  l’istituzione del Parco si sta facendo quasi in sordina, aggiungendo un articolo alla cosiddetta manovra finanziaria bis… Come se fosse questo il modo di sottoporre a vincolo un territorio!”.
Beninati ricorda che la Sicilia in questo settore non ha fatto altro che collezionare fallimenti ed irregolarità. Infatti, La Corte Costituzionale con sentenza 212 del 2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge regionale 98/1981 in materia di istituzione di parchi e riserve, ritenendo fondata la questione di legittimità sollevata, riscontrando una violazione degli artt. 117, 6 e 28 della Carta fondamentale.
“Detto ciò – commenta Beninati – è paradossale, oltre che una “porcheria istituzionale”, consentire all’Assemblea Regionale anche solo di discutere un articolo, che dovrebbe essere il  77, che pretende di istituire il Parco dei Peloritani, il sesto in Sicilia, appellandosi proprio a quella legge 98/81 dichiarata illegittima dalla Consulta”.
“E pensare che all’Ars lo scorso anno è stata presentato un disegno di legge per sopperire al vuoto legislativo creatosi a seguito della sentenza della Consulta, ma qualche sprovveduto parlamentare, insieme alla complicità di non ben precisati gruppetti di interesse, vorrebbero istituire un Parco con una “clausoletta” inserita in una legge finanziaria, sulla base di un provvedimento già espunto dall’ordinamento”.
“È un’azione di scelleratezza politica, che va fermata immediatamente. A cosa serve un Parco dei Peloritani, quando già sull’area che dovrebbe esservi coinvolta esistono già vincoli e controlli a tutela dell’ambiente? Basterebbe, molto più semplicemente,  garantire alla forestale e ai vari guardia boschi di svolgere il proprio lavoro”.
“Un’altra domanda appare più che lecita: considerando che stando alle stime della Ragioneria regionale, la gestione dei cinque Parchi attualmente presenti costano alle tasche dei siciliani ben 16 milioni di euro, l’ennesimo Parco sul territorio messinese a chi gioverebbe? I comuni sul quale territorio dovrebbe sorgere il Parco non sono nemmeno stati opportunamente consultati prima di inserire la norma nel testo di legge. Non solo, ma non è stata nemmeno fatta una perimetrazione precisa così chi volesse presentare le proprie opposizioni non è nemmeno messo nelle condizioni di farlo.
Per non parlare del possibile risvolto economico. Manca, innanzitutto, la copertura finanziaria, in un momento come questo in cui all’Ars e a Palazzo d’Orleans sono stati accumulati milioni, se non miliardi di debiti, creando un buco di bilancio spropositato, come si pensa di trovare i soldi per mantenere in piedi l’ennesimo carrozzone politico, fatto di poltrone, Cda e stipendi d’oro per i figli, parenti ed amici vari di qualche nullatenente di professione?
Al momento solo un’associazione spinge (davvero insistentemente) per costituire il Parco. Ma quante persone rappresenta questa fantomatica associazione? Dell’interesse di chi si sta facendo voce? Non certo dei Comuni, che non sono stati preventivamente consultati (farlo ora con estremo ritardo è quasi uno scherno), non certo delle migliaia di cittadini che non chiedono di vedersi ulteriormente legare le mani, ma fornire soluzioni per garantire uno sviluppo economico. La Sicilia, del resto, è già piena di Parchi e riserve: chi si è preoccupato di fare un censimento nei Comuni già sottoposti al vincolo del Parco? Immagino nessuno, altrimenti avrebbe potuto vedere come non si è realizzato alcuno “sviluppo socio-economico”, anzi, i giovani sono scappati in cerca di lavoro, gli allevatori non hanno più potuto godere della propria terra per portare le greggi al pascolo (cosa che avrebbe garantito anche la pulizia dei terreni, magari prevendo il divampare di incendi), gli imprenditori agricoli, costretti nel migliore dei casi a lottare con una burocrazia infinita, nel peggiore a fare la valigia e andare via.
Non sono queste le condizioni alle quali si garantirà lo sviluppo dell’area, che ripeto, è già sottoposta a vincoli.
Quei pochi che vi hanno interesse trovino al più presto un altro tipo di collocazione. Il territorio è dei cittadini che vi abitano, che lavorano e che vogliono crescere -conclude-, non è né un bancomat, né un ufficio di collocamento”. -

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