giovedì 8 giugno 2017

Barcellona Pozzo di Gotto

ricorda il suo eroe.

Domani è il 4° anniversario

della morte del

Maggiore Giuseppe La Rosa.


Era l’8 giugno di quattro anni fa quando Barcellona Pozzo di Gotto fu colpita al cuore da una tragica notizia giunta direttamente dall’Afghanistan. Giuseppe La Rosa, Maggiore del 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata Sassari, perdeva la vita, proteggendo tre suoi commilitoni dalle schegge di un ordigno lanciato dentro il mezzo a bordo del quale viaggiavano. Il Maggiore La Rosa fece scudo con il suo corpo. Per questo è stato insignito della Medaglia al Valor Militare. La città di Barcellona Pozzo di Gotto gli ha invece intitolato il moderno parco urbano situato all’Ex Stazione Ferroviaria.L’Amministrazione Comunale ha voluto ricordarlo con la lettera dei suoi colleghi di Corso dell’Accademia di Modena. Missiva che, in occasione dei funerali, fu indirizzata ai genitori.
Buongiorno, mamma Concetta e papà Biagio.
Dall’8 giugno, giorno del vile attacco che ha elevato vostro figlio ad eroe, voi avete una responsabilità in più. Voi non siete più genitori solo di tre figli, ma lo siete idealmente anche di tutto il nostro corso. Perché Peppe per noi, con il suo sorriso aperto, la sua determinazione, la sua forza interiore ed esteriore, non era semplicemente un amico, un collega, un compagno di mille avventure, ma era soprattutto un fratello. Dall’8 giugno noi abbiamo perso fisicamente un fratello ma, ci piace pensare, “abbiamo guadagnato un papà ed una mamma”. Il dolore che ci attanaglia è lancinante. Ci si chiede come sia possibile che Dio abbia scelto proprio lui tra tanti per rafforzare le schiere degli angeli. Però, più il dolore diventa acuto, segnando la carne, contorcendola, rigando il volto di mille lacrime amare, più si insinua in noi la consapevolezza che Peppe, con il suo ultimo sacrificio, salvando il suo equipaggio dalla forza del male di un atto infame e insensato, abbia compiuto un gesto d’amore così grande, così profondo, così totalizzante, che ha visto nella sua morte compiersi ciò che era in vita: un Uomo generoso, forte, capace, professionista e di animo nobile.
Ognuno di noi, appresa la notizia, si è chiuso in un angosciante mutismo. Ognuno di noi ha incominciato a vagare con la memoria per ritrovare tutti i ricordi recenti o remoti legati a Peppe.
Si è trattato di un’azione necessaria e allo stesso tempo estremamente dolorosa, ma che ogni fratello del 183° corso d’accademia si è sentito ardentemente in dovere di compiere, per cristallizzare il più possibile la sua memoria, permettendo a Peppe di rivivere nella nostra mente e nel nostro cuore per sempre.Mamma Concetta e papà Biagio, per noi Peppe non è morto. Egli ha solo assunto un altro “incarico” e, da valoroso militare quale è, siamo certi che porterà a compimento questo ennesimo obiettivo con animo, carattere e convinzione. Da oggi Peppe è l’angelo protettore a cui noi affidiamo le nostre vite ed il nostro cammino in questa vita terrena. Peppe in ognuno di noi è vivo per sempre.
I Vostri Figli del 183° Corso “Lealtà” dell’Accademia Militare di Modena”. -

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