sabato 10 giugno 2017

Arriva il "Mafiellum"


Fango giudiziario a orologeria: un capomafia accusa Berlusconi proprio quando si doveva votare il Tedeschellum.


Il timer era stato impostato alla perfezione perché la bomba esplodesse nel momento più delicato della discussione alla Camera sulla nuova legge elettorale voluta da Berlusconi e Renzi.


L'esplosione avrebbe dovuto, nei piani dei bombaroli, far saltare in aria l'accordo e rigettare Silvio Berlusconi nella impresentabilità e quindi nella marginalità politica. E in effetti ieri lo scoppio c'è stato, ma a salve. Perché neppure questi terroristi mediatici avevano immaginato che Grillo, tradendo la sua parola e i suoi elettori, avrebbe fatto saltare tutto con ventiquattro ore d'anticipo e per conto suo.
La bomba di cui parliamo è una nuova, ennesima, presunta dichiarazione intercettata a un capo mafia in carcere secondo la quale ci sarebbe Berlusconi dietro le stragi di mafia che insanguinarono l'Italia nei primi anni Novanta.
Avete capito bene: non dietro Ruby ma dietro la mafia, anzi davanti visto che i picciotti avrebbero preso ordini direttamente dal Cavaliere. Verrebbe da ridere se non fosse che questa ipotesi fu purtroppo presa seriamente già in passato, ma sia i fantasiosi pm di Firenze nel '94 che i loro colleghi di Caltanissetta nei primi anni Duemila dopo ampie indagini dovettero arrendersi all'evidenza, oltre che al buonsenso, e chiedere loro stessi l'archiviazione per assoluta mancanza di indizi.
Quando i poteri occulti sono alla frutta hanno due strade. O tirano sòle al Pm di Napoli Woodcock, come è accaduto con i falsi su papà Renzi (ieri persino il Fatto Quotidiano ha dovuto porre le scuse per aver cavalcato quell'inchiesta farlocca), o innescano un mafioso a caso (successe già in passato, sempre con Berlusconi nel mirino, con Spatuzza e Ciancimino). Poi si trova il giornalista consenziente - meglio se in coppia con un conduttore televisivo di chiara fama, sul tipo di Santoro - e il gioco è fatto.
La vera notizia, a questo punto, è che neppure la mafia vuole che si vada a votare e ce lo fa sapere attraverso i servizi deviati che spacciano le intercettazioni scelte ad arte e utili allo scopo.
Ma la notizia è anche un'altra. Se dopo qualche anno di tregua si torna a infangare Berlusconi come ai vecchi tempi vuole dire che l'uomo è tornato centrale e fa paura a chi aveva deciso di spartirsi il Paese senza più dover fare i conti con lui e con i suoi elettori. Io non so quando e con che legge si andrà a votare, né la cosa mi appassiona più di tanto. Ma so che chi la pensa come noi sarà della partita, e ieri ne abbiamo avuto la riprova. Perché i servizi non scomodano un mafioso schifoso per nulla. -

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