giovedì 29 giugno 2017

Apre la sala di preghiera

islamica: polemiche

contro l'università di Parma


L'università concede una sala di preghiera agli studenti islamici. Scoppia la polemica: barricate di Lega e Fdi. Ma l'ateneo: "È pluralismo religioso".



Gli uomini da una parte, le donne dall'altra. Poi la foto ricordo. Gli studenti musulmani hanno ottenuto dall'Università di Parma una sala per pregare Allah.



"Parma - si vanta l'università sul proprio sito - è il primo ateneo dell'Emilia Romagna a rispondere a questa esigenza". L'apertura, celebrata ieri pomeriggio in pompa magna alla presenza del pro rettore all'Edilizia e Insediamento urbano Carlo Quintelli, è stata preceduta da un seminario dal titolo Le sfide di un'Università plurale. I diritti delle persone, l’ampliamento della conoscenza, il valore del dialogo che ha voluto essere una sorta di invito al pluralismo religioso in una società multiculturale.
La nuova sala di preghiera per gli studenti musulmani si trova nel plesso dell'università di Parma in via D'Azeglio, negli spazi già utilizzati come archivio della Biblioteca dell'ex Istituto di Storia. Come rivela Repubblica, il consiglio di amministrazione dell'ateneo ha deciso che al suo interno "non si possono affiggere volantini di alcun tipo", non si possono tenere "sedute prolungate, dibattiti e discussioni" ed "è vietato consumare cibi e bevande, togliere o lasciare le scarpe fuori dalla sala". La gestione della sala, che potrà rimanere aperta soltanto negli stessi orari del plesso universitario, è stata affidata all'Associazione studentesca musulmana universitaria.
La decisione dell'ateneo di Parma ha scatenato forti mal di pancia. Non solo tra gli studenti. Anche partiti come la Lega Nord e Fratelli d'Italia si sono apertamente schierati contro l'apertura della nuova sala di preghiera islamica. Tanto che, come riporta l'Eco di Parma, sono fioccate anche numerose interrogazioni in Regione tese a ribadire il principio di laicità nelle università italiane. Tuttavia l'ateneo ha fatto muro davanti alle polemiche spiegando che la decisione di dare una sala di preghiera agli studenti musulmani "va inquadrata nell'ottica del pluralismo religioso in una società multiculturale". -

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