giovedì 1 giugno 2017

Angelino Alfano:

"Accettiamo la soglia del 5%".

Alfano risponde a Renzi e accetta la bozza della nuova legge elettorale. Su Gentiloni: "Nostra fedeltà mal ripagata".

Dopo le polemiche delle utlime ore innescate dall'attacco di Renzi ad Alfano, accusato di non gradire la soglia di sbarramento al 5 per cento prevista nella nuova legge elettorale, arriva la risposta del ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare: "Accettiamo la sfida della soglia del 5% e non presenteremo emendamenti su questo".


Poi Alfano parla direttamente a Renzi: "Chiediamo a Renzi di rispondere ad una semplice domanda: vuole fare cadere il governo Gentiloni o no?. Attendiamo una risposta". Qualche minuto prima ai microfoni di Rep Tv, Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa Popolare, aveva affermato: "Renzi ha la smania di prendersi la rivincita dalla sconfitta sonora del referendum" del 4 dicembre, "ed è da febbraio che chiede a noi di far fuori Gentiloni. In cambio ci ha detto: la legge elettorale scrivetela voi". Adesso arriva la risposta di Alfano che però non nega la sua fiducia all'esecutivo Gentiloni: "La nostra fedeltà è stata mal ripagata dal Pd. Ma non cambiamo idea e continuiamo a sostenere il governo Gentiloni. Noi siamo stati leali alla Repubblica - aggiunge - di fronte a quel che è successo noi non cambiamo idea. Anche se non abbiamo ottenuto dal partito con cui abbiamo collaborato la stessa lealtà. Abbiamo approvato un documento. Il primo punto è che noi continuiamo ad appoggiare questo Governo. Il secondo punto è che non faremo ostruzionismo sulla legge elettorale. Il terzo punto è che ci va bene il 5% e non presenteremo neppure emendamenti trabocchetto alla legge elettorale per togliere la soglia di sbarramento. Ne presenteremo per garantire le preferenze e la governabilità: chiediamo un premio di governabilità". Poi avvisa il Pd: "Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd. Il passato non mi interessa".

Infine sulle parole di Pizzolante è arrivata la reazione della sinistra. "Le dichiarazioni di alcuni deputati di Alternativa popolare sulle manovre di Renzi per far cadere il Governo sin dal mese di febbraio lasciano allibiti", afferma il deputato di Mdp Arturo Scotto che aggiunge: "Se dovessero avere conferma sarebbe evidente che il principale fattore di destabilizzazione della legislatura è stato il Pd. Insomma, è come se Matteo Renzi avesse appeso fuori Palazzo Chigi il cartello ’torno subito'. Sarebbe ora che anche Gentiloni dicesse una parola". -


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