martedì 13 giugno 2017

Amministrative,

Alfano gongola ma la

verità dei numeri è un'altra.


Il ministro degli Esteri esulta per il risultato del suo partito: "Ap è al 6,2% a livello nazionale e al 10% in molti comuni" ma i dati dei capoluoghi di provincia non sono così esaltanti.

Pubblicato da www.ilgiornale.it

"Siamo molto soddisfatti del risultato delle amministrative: il vero sondaggio è quello con i voti reali che hanno fatto attestare Alternativa popolare sul 6,2% a livello nazionale". Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, canta vittoria ma la ridimensiona rispetto alle dichiarazioni di ieri.





“Alternativa Popolare c'è ed è forte da Nord a Sud, dalle grandi città ai piccoli comuni. Tanti sindaci eletti, tantissimi amministratori locali. Percentuali spesso a due cifre, sopra il 10”, aveva detto davanti alle telecamere del tg1. In realtà, se si prendono in considerazione i dati dei 25 capoluoghi che sono andati al voto, solo a Cuneo e a Como gli alfaniani hanno superato il 10% presentandosi all’interno di liste civiche che appoggiavano il candidato di centrosinistra. Nel capoluogo piemontese, effettivamente, la lista Centro per Cuneo ha ottenuto un 19,5% determinante per la riconferma del sindaco uscente Federico Borgna, mentre, a Como, la lista “Svolta civica per Como”, che sostiene il candidato di centrosinistra, Maurizio Traglio, ha ottenuto il 10,84%. Performance ottime ma resta irrisolto il quesito su quanti voti avrebbero ottenuto gli alfaniani se si fossero presentati col simbolo ufficiale di Alternativa Popolare.
A Palermo l’8,5% della lista ‘Democratici e Popolari’ trova la soddisfazione di Alfano perché “il primo classificato è di Alternativa popolare, un militare, e ciò dimostra il radicamento territoriale che abbiamo, sia con il nostro simbolo, sia che ci si candidi in una lista civica". Peccato che questa lista riuniva sotto lo stesso simbolo gli esponenti alfaniani insieme a quelli del Pd e l’8,5% è oggettivamente un po’ pochino per i due principali partiti che sostengono il governo.
Se si guardano i dati dei comuni non capoluoghi spicca il 20% di Sciacca, in provincia di Agrigento, ma ci troviamo sempre in Sicilia, terra di Alfano. Tra i capoluoghi di provincia Alternativa Popolare arriva al 9% solo a Catanzaro con la lista Ap Catanzaro da Vivere che appoggia il sindaco uscente di centrodestra, Sergio Abramo. Lascia perplessi anche la rivendicazione del risultato della lista ‘Vince Genova-Bucci sindaco’ che sostiene il candidato del centrodestra Marco Bucci e che ha ottenuto il 9,7% dei consensi dei genovesi. Ai non addetti ai lavori questa può apparire come la classica “lista del sindaco” più che una lista civica di chiara espressione alfaniana.
Nel resto dei capoluoghi, come La Spezia, Frosinone, Rieti, Pistoia e Lucca, dove Alternativa Popolare appoggiava i candidati di centrodestra, le percentuali del partito di Alfano si aggirano attorno al 5%. Bocciata, invece, l’alleanza col centrosinistra a Taranto dove le liste di centro (Taranto Popolare e Centristi per Taranto) prendono l’1,3%. Deludenti anche i risultati dei candidati sindaci centristi di Asti e Monza. Nel capoluogo piemontese la candidata sindaco Rita Balistreri prende il 2,6%, mentre nel capoluogo lombardo Pierfranco Maffè si ferma al 5,3%. -

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