sabato 24 giugno 2017

Agguato a Giuseppe Antoci,

sono 14 gli indagati dalla

DDA di Messina.


Sono quattordici gli indagati a seguito dell’agguato ai danni del Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Il gruppo di fuoco entrò in azione nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2016. Quattordici persone adesso sono sospettate di avere a che fare con quell’imponente azione criminale.

MOZZICONI –


Le indagini hanno preso le mosse anche da quei resti di sigaretta ritrovati sul terriccio, nei pressi del luogo in cui il commando entrò in azione, lungo la provinciale tra San Fratello e Cesarò. I quattordici indagati, che dovranno rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato dall’appartenenza ad associazione mafiosa, dovranno consegnare un campione da sottoporre alla prova del DNA. L’inchiesta è condotta dalla DDA di Messina, sotto il coordinamento del sostituti Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo. Operano gli uomini della Squadra Mobile. Non tutte le persone avvisate si sono sottoposte spontaneamente al test del DNA.

L’AGGUATO –

In quella terribile notte sulla SP 289, un gruppo di fuoco entrò in azione in Contrada Volpe, nel territorio di San Fratello. Giuseppe Antoci viaggiava a bordo di una Lancia blindata. Con lui due agenti di scorta, in servizio a Sant’Agata Militello. Lungo un rettilineo, l’auto fu costretta a fermarsi per la presenza di alcuni massi. Fu a questo punto che partì una gragnuola di colpi che s’infransero contro la blindatura della Lancia. Intanto, sopraggiunse un fuoristrada con a bordo il vice questore Daniele Manganaro e un agente. I due poliziotti ingaggiarono un conflitto a fuoco con i malviventi, salvando la vita ad Antoci e agli uomini della scorta. -

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