“Vili resterai per sempre nei nostri cuori”. Un lenzuolo gigante retto da due amici reca questa scritta. Palloncini bianchi e fiori. Tanti fiori bianchi e colorati. Volti mesti che asciugano lacrime, singhiozzi. Tristezza e angoscia. Una folla grande riempie la chiesa Madre Maria Santissima della Provvidenza di Zafferana Etnea per dare l’ultimo saluto a Vilislav  Dobrev  Licosi, da tutti chiamato Vili, il ragazzo diciannovenne, morto lunedì scorso all’Ospedale Cannizzaro di Catania dove era stato ricoverato a seguito di un incidente stradale avvenuto lo scorso 23 aprile.  Vili viaggiava come passeggero, nel sedile posteriore,  a bordo di una macchina in compagnia di altri amici. Stavano dirigendosi verso Catania, quando, per cause ancora di accertare,  giunti a Viagrande, si sono scontrati frontalmente con un’altra auto. Un incidente da subito apparso gravissimo, con le auto ridotte ad un cumulo di macerie. Per estrarre i ragazzi dalle lamiere è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Gli altri due occupanti della macchina, Luca e Giuseppe, hanno riportato ferite gravi e per giorni si è temuto per la loro vita. Ma nei giorni successivi le loro condizioni sono migliorate e oggi, anche se ancora ricoverati, sono fuori pericolo. Ad avere la peggio è stato Vili le cui condizioni sono apparse subito più critiche per avere riportato lo schiacciamento dei polmoni. Ricoverato al reparto di Rianimazione e Terapia intensiva dell’ospedale Cannizzaro è stato tenuto in vita attaccato al respiratore e alle macchine per quindici giorni. I medici hanno tentato per giorni di strapparlo alla morte tentando in tutti modi di salvarlo.

Vilislav Dobrev Licosi, da tutti chiamato “Vili”, 19 anni

Dopo i primi giorni, i sanitari hanno più volte cercato di staccare gradualmente il respiratore ma i polmoni non ripartivano. A peggiorare il quadro clinico anche l’insorgenza di una polmonite, che lo scorso lunedì,  ha strappato Vili alla vita. Affranti la mamma Sasha e il papà Santo che per tutto questo tempo non hanno mai smesso di sperare. Vili frequentava il quinto anno dell’ Istituto Professionale Industria e Artigianato “Antonio Meucci” di Acireale. Dal scorso abitava a Zafferana. La sua famiglia si era trasferita da Acireale. Si era trovato bene a Zafferana ed aveva già fatto amicizia con tutti. Nonostante il poco tempo, lo conoscevano in tanti ed in tanti avevano imparato a volergli bene. Da qualche mese aveva trovato anche un’occupazione nei fine settimana. Di sera lavorava come aiutante in una pizzeria d’asporto del centro cittadino e spesso,  a bordo del suo motorino,  faceva le consegne a domicilio delle pizze. La sera dell’incidente si trovava nella macchina guidata da Luca, uno dei due titolari della pizzeria. Era tardi. Avevano finito di lavorare e,  chiuso il locale, insieme ad altri amici, con un paio di macchine, avevano deciso di scendere a Catania per fare una passeggiata. Ma giunti a Viagrande, il violentissimo impatto. Un ragazzo bello, gentile, con un ciuffo biondo. Nella sua breve esistenza terrena, Vili aveva saputo farsi amare da tutti. Un ragazzo di quelli  “a modo”,  molto gentile ed educato. Una sensazione condivisa, come testimonia l’enorme massa di studenti, professori, con in testa la stessa preside del suo istututo, accorsi a Zafferana per dargli l’ultimo saluto. Giovanni Messina, professore di Educazione fisica all’Ipsiass di Acireale, lo descrive così: “Lo avevo conosciuto quest’anno a scuola. Mi diceva che a Zafferana si trovava bene. Mi aveva preso subito in simpatia e spesso parlava con me. E poi ogni tanto mi portava anche le pizze a casa”.
Padre Gigi, che ha officiato la celebrazione funebre, durante l’omelia, rivolgendosi alla madre e soprattutto ai familiari ha detto: “Non ci sono parole che possono confortare una madre che perde un figlio, ma ci deve confortare la speranza che un giorno, nell’altra vita, lo rincontreremo. La fede ci dona questa speranza. Abbiamo pregato a lungo per le sue sorti e per quelle degli altri ragazzi. Tutta la comunità si è stretta in preghiera. Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Vili. Ma da quello che vedo era un ragazzo molto amato”. -
Rosalba Mazza