sabato 20 maggio 2017

TRIADE, 10 CONDANNE PER LO SPACCIO DI DROGA TRA I NEBRODI, BARCELLONA E TERME.


gli arrestati dell'operazione Triade

Da 13 a 2 anni le condanne emesse dal Gup Mastroeni alla fine del processo abbreviato scaturito dall'inchiesta sulla fornitura di droga che dai Nebrodi veniva smerciata a Barcellona, Terme e circondario, da tre organizzazioni diverse.


Sabato, 20. Maggio 2017 - 9:08
Scritto da: Alessandra Serio
Pubblicato da www.tempostretto.it

E' stato definito con 10 severe condanne il primo processo scaturito dall'operazione Triade, l'inchiesta antimafia della Dda di Messina su un vasto giro di hashish e marijuana, prodotti sui Nebrodi sotto l’egida delle famiglie mafiose di Tortorici e rivendute sulla costa tirrenica da un'altra rete di spacciatori, operanti tra Milazzo e Barcellona Pozzo. Agli atti dell'inchiesta anche diverse cessioni di cocaina.

Ieri il Gup Salvatore Mastroeni ha emesso il verdetto per i 10 imputati che hanno scelto di essere giudicati in abbreviato, ossia direttamente alla fine del vaglio preliminare, saltando il dibattimento, nel tentativo di ottenere uno sconto di pena.

PUBBLICITÀ

Ecco le condanne: 13 anni per Filippo Biscari, 12 anni per Giuseppe Arigò e Carmelo Galati Massaro;

8 anni per Sebastiano Galati Massaro e Antonio Galati Pecorabianca; 6 anni e mezzo a Giuseppe Lo Presti, 6 anni a Giuseppe Cammisa; 3 anni per Francesco Salomone, consigliere comunale di Terme Vigliatore, 2 anni ad Antonio Costanzo Zammataro e Veronica Lombardo Pontillo.

Comincerà il 12 giugno prossimo davanti al Tribunale di Barcellona, invece, il processo per le 10 persone che hanno optato per il rito ordinario e il Gup Mastroeni aveva già rinviato a giudizio, ovvero Antonino Cardillo, Danny Cardillo, Marco Coniglio, Giuseppe Maurizio Costa, Roberto Greco, Luca Iannello, Salvatore Iannello, Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo e Salvatore Pantè. 

Il blitz dei Carabinieri è scattato il 20 luglio scorso, due mesi dopo l'attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e ha colpito uno dei settori di maggior interesse criminale per la mafia tortoriciana, cioè la produzione di stupefacenti. Le indagini, partite nel 2013, avevano infatti svelato i collegamenti dei produttori nebroidei con altri due gruppi di pusher, autonomi, operanti a Milazzo e Barcellona.

Il ruolo "cerniera" tra i fornitori e produttori tortorichiani e i pusher barcellonesi, secondo gli investigatori, era di Nicolino Isgrò, gazie ai rapporti con Carmelo Galati Massaro da un lato, e col "triunvirato" barcellonese composto da Iannello, Biscari e Aricò.

Gli accordi tra i vari esponenti delle organizzazioni avvenivano sempre all'interno di un parcheggio di un centro commerciale del messinese, dove venivano concordati prezzi, quantità e modalità di consegna della droga.Tra le attività in cui operavano le tre organizzazioni criminali c'era anche quella delle armi, destinate al doppio ruolo di "protezione" dalle bande rivali e "intimidazione" nel territorio controllato. -

Alessandra Serio

Nessun commento:

Posta un commento