domenica 7 maggio 2017

Scoppia il caso Boschi:

"I decreti passino da lei".


Una circolare chiede a tutti i dipartimenti del governo che ogni provvedimento sia supervisionato dalla Boschi. Lei: "Nessun commissariamento". Ma tra i ministri serpeggia il malumore.


Non sarà un commissariamento, ma poco ci manca. A far scoppiare la bufera su Maria Elena Boschi è una circolare rivelata da Repubblica in cui il segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, chiede a dipartimenti e gli uffici di far supervisionare al sottosegretario ogni provvedimento destinato al Consiglio dei ministri.



Insomma, qualsiasi documento - compresi gli atti amministrativi e i decreti - finisca sul tavolo del governo deve prima passare "in preventiva visione" su quello della Boschi che dovrà autorizzarlo. Una circolare di 17 righe "esplosive", racconta il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, che riporta anche le tensioni e i malumori che il richiamo ha suscitato nei corridoi dei ministeri. "Non esiste, nessuno può commissariarci", sibila qualcuno. "Non vi preoccupate, Continuate a lavorare come avete sempre fatto, come se non fosse successo niente", risponde invece Gentiloni a chi gli chiede lumi.

"Assolutamente nessun commissariamento, è il classico esempio di fake news", replica lei dall'assemblea Pd, "Si tratta di rispettare regole che ci sono già. Se poi si vogliono cambiare le regole sono la prima a dare una mano. Ma finché ci sono queste regole, vanno rispettate".

A difenderla scende in campo pure qualche ministro, come Andrea Orlando ("Governo commissariato? Non me ne sono accorto"), Claudio De Vincenti ("Circolare ineccepibile") e - manco a dirlo - il renziano Luca Lotti ("Siamo di fronte all'ennesima strumentalizzazione basata sul nulla").

Ma il caso è scoppiato. E Gianni Cuperlo non si lascia sfuggire l'occasione per chiudere con una battuta: "Vorrà dire che il governo starà più sereno". -


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