“Sulle nomine dei commissari straordinari ai vertici delle Aziende sanitarie è stato fatto un pasticcio troppo grosso. La legge regionale non ha superato lo scoglio del vaglio di costituzionalità da parte del Consiglio dei Ministri per evidente profili di illegittimità. Occorre ora correggere la normativa regionale evitando gli eccessi di potere che hanno caratterizzato il varo della norma che era stata inserita, tra l’altro in maniera inusuale, nell’esercizio
provvisorio”. A dirlo è Marco Forzese, capogruppo dei Centristi per la Sicilia all’Assemblea regionale siciliana.
Una posizione, quella dei centristi, che sarà adesso al centro del dibattito visto che, fatta la Finanziaria, toccherà ora alla conferenza dei capigruppo decidere il calendario dei lavori di fine legislatura.
In primo luogo dovrà esserci proprio la revisione, l’abbandono o la promulga della legge sui commissari nelle Asp e negli ospedali. Pensare che il Presidente della Regione ‘resista’ all’impugantiva romana sarebbe anacronistico visto che Crocetta quella norma l’aveva subita. Al contrario lo stop imposto da Roma stavolta gli fa una cortesia consentendogli di fare le nomine nella sanità proprio sotto elezioni.
Dunque all’Ars non resta che cassarla o modificarla ma la prima sembra la soluzione più probabile anche se il ddl di esercizio provvisorio, nel quale si trova la norma, non è più necessario visto che nel frattempo è stato approvato il bilancio. In caso di immobilismo, comunque, resterebbero a rischio di illegittimità molti provvedimenti di spesa firmati fra marzo e aprile e dunque un passaggio d’aula appare quantomeno opportuno.
Ma la capigruppo deve anche decidere sul così detto ddl collegato ovvero la legge che contiene un po’ di tutto, dove è confluita ogni norma che sia stata cassata, accantonata o dichiarata non opportuna nella trattazione della Finanziaria. Le pressioni per fare questa legge sono tante ma anche i tentativi di lasciare la proposta in un cassetto non mancano. In fondo sono quasi tutte norme di spesa e soldi non ce ne sono. E poi si tratta, in larga parte, di norme pre elettorali che certamente Crocetta non vuole concedere ai deputati.
Cosa deciderà l’Ars è fondamentale anche nelle valutazioni che il Presidente della Regione potrebbe fare riguardo la giunta. Il governatore aveva sospeso il suo giudizio fino alla Finanziaria ma non è un segreto che pensi da tempo a far fuori buona parte se non tutti gli assessori a cominciare da chi è pronto a candidarsi contro di lui in autunno o a sostenerne un altro candidato. La soluzione potrebbe essere il governo dei fedelissimi a per prendere questa scelta forse Crocetta aspetterà di capire cosa l’Ars deciderà proprio sul ddl collegato.
Inizia una settimana che potrebbe portare verso decisioni importanti, dunque, e forse verso una nuova giunta. Non subito magari ma prima dell’estate. -