Soddisfazione per il risultato raggiunto sia a livello nazionale “non scontato come lo è oggi” facendo riferimento a quanto accaduto, a livello nazionale, dal referendum in poi, ma bilancio positivo anche al risultato siciliano delle primarie del Pd con l’occhio comunque puntato alle prossime scadenze elettorali.
Questa la posizione ed il commento a caldo del sottosegretario alla Salute Davide Faraone punto di riferimento dei renziani in Sicilia il giorno dopo le primarie del Partito Democratico.
L’essenziale è valorizzare il risultato portato a casa in vista sia delle amministrative che delle regionali.
“Domenica scorsa – sottolinea – abbiamo avuto la conferma che siamo l’ unico partito che riesce ad aggregare, un appuntamento di importanza straordinaria e di grande partecipazione democratica anche qui in Sicilia partecipazione visto le difficoltà attraversate dalla politica regionale. I siciliani hanno voluto dare un’ iniezione di fiducia e hanno riconosciuto al Pd di essere perno della politica regionale, capace di vincere alle elezioni d’autunno avendo un ruolo di centralità nelle formazione di una coalizione più ampia”.
Da qui Faraone detta i tempi in vista delle elezioni del 5 novembre in Sicilia con una certezza più volta annunciata: la scelta della candidatura a Governatore regionale per il centrosinistra dovrà passare dalle primarie.
Così ecco che secondo Faraone “entro maggio ci dovranno essere le candidature e la conseguente indizione delle primarie ed entro le prime tre domeniche di luglio gazebo aperti per scegliere il candidato”.
Messo in chiaro questo avverte i vertici del suo stesso partito nell’Isola: “Se il dibattito nel centro sinistra torna ad essere da oggi su rimpasti, riunioni di maggioranza, se inizia questo balletto bruciamo quello che abbiamo costruito domenica”.
Insomma impegno massimo per il futuro senza intrappolarsi ne meccanismi del Governo regionale ormai esperienza da collocarsi nel “trapassato”: chiunque si vorrà candidare dovrà passare dalla primarie.
Regola valida per tutti anche da Crocetta “che comunque non sarà il mio candidato” ma anche per un ipotetico outsider il cui nome è rimbalzato in queste ore senza nessuna conferma, ovvero Presidente del Senato Pietro Grasso “a chiunque – dice Faraone – farà bene il passaggio dalle primarie”.
Quanto a lui Faraone non si sbilancia su una sua candidatura e dice “Noi esprimeremo una candidatura figlia di quel percorso di innovazione che abbiamo portato avanti, con un’idea di partito meno ideologico e più orizzontale”.
E alla domanda sull’intenzione ipotizzata dalla stampa del governatore di fare un rimpasto di giunta Faraone ha bollato l’idea ridicola “Fa ridere i polli, l’esame del sangue agli assessori per stabilire se sono con me e contro di me è un balletto che rappresenta il modo migliore per bruciare quello che è stato costruito con le primarie. Il  centrosinistra in passato ha saputo bruciare quanto ha costruito”.-