lunedì 1 maggio 2017

Primarie, Berlusconi scettico.

Spiragli sulla legge elettorale

Il leader azzurro segue con distacco il rito del Pd Ma la vittoria di Renzi accelera la riforma dell'Italicum.

Silvio Berlusconi, dopo la caduta a Portofino e la medicazione alla clinica La Madonnina a Milano, si concede una giornata di riposo, dedicandosi anche agli ultimi dettagli in vista dell'inaugurazione della nuova villa di Francesca Pascale che avverrà il prossimo fine settimana e i cui lavori ha curato in prima persona con grande passione.



Il presidente di Forza Italia - tramite Sestino Giacomoni - rassicura comunque i componenti dei gruppi parlamentari tramite un messaggino in cui dice di sentirsi già bene e che l'incidente, a parte un po' di fastidio al labbro, è già chiuso.
Le primarie del Pd vengono seguite da Arcore con distacco, con il massimo rispetto per la ritualità democratica, ma anche con la sensazione che questo tipo di format mostri un po' la corda, sensazione rafforzata anche dal risultato delle presidenziali francesi dove sono usciti penalizzati tutti i candidati selezionati con questo strumento. Il risultato, con la larga vittoria di Matteo Renzi nel voto dei gazebo fa scattare nel quartier generale di Forza Italia una riflessione sulla percezione più matura che il popolo di centrosinistra ha oggi di Berlusconi.
Il ragionamento è semplice: nonostante i contendenti di Renzi abbiano provato nelle ultime settimane ad agitare l'arma del possibile, futuro accordo con il Cavaliere come strumento di demonizzazione, questa tesi del Nazareno Bis non ha fatto breccia tra i votanti del Pd. Di certo, poi, ora dentro Forza Italia c'è la consapevolezza che sulla legge elettorale si dovrà trattare con i renziani e che la trattativa potrà finalmente decollare. L'auspicio è che non si tentino forzature ultra-maggioritarie ma si tenga conto del tripolarismo che oggi domina il Paese come i sondaggi con distanze ridottissime tra i vari poli, testimoniano ormai da mesi e si decida di adottare un impianto proporzionale.
«Forza Italia esprime il massimo rispetto per le primarie Pd come per ogni consultazione democratica», commenta il presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani. «La soluzione certo non può essere la piattaforma Rousseau, ovvero il sistema operativo ideato da Casaleggio per i Cinquestelle. Ma se invece di esporsi ogni volta a contestazioni e ricorsi si decidesse di normare per legge le primarie inserendo questa proposta nella nuova legge elettorale sarebbe meglio per tutti. Nel merito il risultato appariva fin dall'inizio decisamente scontato. Di certo oggi lo scenario politico rispetto alle precedenti primarie è cambiato. Il fenomeno deteriore del renzismo inteso come metodo e categoria politica è finito. Renzi farà il segretario e candidato premier del Pd come da regole interne di quel partito e sulla legge elettorale bisognerà avere a che fare con lui. Ma una certa stagione e un certo approccio al potere, al netto del rito delle primarie e dei gazebo, si è chiusa definitivamente». -

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