venerdì 26 maggio 2017

OLIVERI: PARADOSSI, USURPAZIONI E COMPROMESSI.


3° PARADOSSO

Copiato dalla pubblicazione del Segretario Comunale Giuseppe TRIOLO, pag. 84.

DEMANIO MARITTIMO EXTRA FEUDALE DI OLIVERI


Real rescritto del 28 aprile 1859:

"Nel novembre 1843 la decuria di Oliveri denunciò che il feudatario si impossessò:

1)- di salme 4 di terreno proveniente dal prosciugamento di un lago portatore di malaria, cui il Comune nel 1819 aveva erogato delle somme;

2) - di terreno vicino l'abitato che era destinato per comodo di fiera-mercato degli abitanti;

3) - di salme 3 circa di terreno sulla spiaggia del mare in adiacenza del fiume, per quest'ultimo si legge nella decuriale: il Principe di Patti, vicino l'abitato ove si tiene il mercato lungo la spiaggia del mare e fiume omonimo, DEL TERRENO APPARTENENTE AL COMUNE FECE DELLE CONCESSIONI E PARTE NE RISERVO' PER SE nella estensione in tutto di circa tre salme e ne esige attualmente il censo trovandosi di vecchie terre coperte di canne, di agrumi ed altri alberi.
Con altra decuriale del 19 febbraio 1852, il Comune censisce n. 63 partite occupanti terreno comunale, sia per edificare che per coltivare.
In tale elenco non figura il terreno occupato dal feudatario e chiede sanatoria delle occupazioni. (nel real rescritto, per errore materiale, vengono indicati n. 62 usurpatori di terreno, anziché di n. 63 come dalla decuria di Oliveri nominativamente censiti).
Il piano ed il canone vengono approvati dalla decuria di Oliveri in data 19 Febbraio 1852 (vedasi, per cognizione, fotocopia informe allegata in appendice).
Riunitasi successivamente la decuria per la concessione di altre partite (non si sa se il feudatario fosse compreso), l'Intendente di Finanza di Messina sollevò la questione che il terreno abbandonato dal mare non è da ritenersi comunale ma demaniale.
Tale parere ottenne il visto favorevole dalla Gran Corte dei Conti, dalla Consulta della Sicilia, dalla Commissione affari Interni e dal Sovrano di Caserta, che col Real rescritto del 28 aprile 1859 venne solennemente considerato

"TERRENO DEMANIALE E NON COMUNALE",


sanando peraltro le concessioni già eseguite (vedasi real rescritto informe allegato in appendice, per cognizione).
Sono state così sanate le concessioni comunali denunciate per avere lasciato a beneficio del Comune i correlativi canoni.
Con ciò le 63 concessioni sono state tutte legittimate, mentre le altre sono rimaste occupazioni arbitrarie, quindi non legittime.
Le 63 concessioni di lotti comunali, sanate e legittimate col Real rescritto predetto, sono divenute proprietà esclusiva ed intera dei concessionari per effetto della legge 29 gennaio 1974, n.16, con la quale sono stati estinti i rapporti perpetui, reali e personali, costituiti anteriormente alla data del 28 ottobre 1941, in forza dei quali le amministrazioni avevano il diritto di riscuotere canoni enfiteutici, censi, livelli ed altre prestazioni in denaro, in misura inferiore a lire mille annue.
Detta disposizione, con legge della Regione Siciliana del 28 dicembre 1974, n.46, e successive modifiche ed integrazioni, è stata recepita ed applicata anche in Sicilia per la rinuncia dei diritti di credito inferiori a lire mille.
Il Real rescritto predetto smentisce autorevolmente il rivelo del 1815, indipendentemente dalla circostanza che moltissimi cittadini hanno anch'essi rivelato i propri beni immobiliari, siti e posti in Oliveri".-

2 commenti:

  1. In Sicilia le usurpazioni non sono finite con la caduta del feudalesimo. A Oliveri abbiamo i nuovi FEUDATARI.

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  2. Cervo, salutami la Ragioniera.

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