mercoledì 31 maggio 2017

OLIVERI: I DIECI COMANDAMENTI


PRIMO COMANDAMENTO

“Abbiamo dimenticato Dio: questo è il primo peccato, gli altri sono conseguenza” 
(A. Solzenicyn).

COSA VUOL DIRE: “NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME”?

Un re, che andava a caccia, arrivò assetato ai piedi di una rupe da cui filtrava, a gocce, un po’ d’acqua. Scese da cavallo e staccò dalla sella una coppa d’oro gemmata.
Voleva bere. Sul braccio che teneva la coppa stava appollaiato un bel falco: il preferito del re.
Adagio adagio la coppa si riempì; ma quando il re l’avvicinò avidamente alle labbra, il falco scattò, come per lanciarsi in volo, e procurò al braccio che lo sosteneva una tale scossa che l’acqua si rovesciò…
Il re dopo aver accarezzato il falco prediletto, ritornò a raccogliere l’acqua a goccia a goccia; ma quando avvicinò di nuovo la coppa alle labbra, il falco dette uno strido, battè le ali, e il re sobbalzando, rovesciò nuovamente il liquido che aveva raccolto con tanta pazienza, Fece un atto più di dispetto che di rammarico. Pure si contenne, e iniziò la raccolta dell’acqua per la terza volta. Ma quando, per la terza volta, avvicinò la coppa alle labbra, il gioco del falco si ripetè.
L’acqua si versò. Allora il re proruppe in un gesto d’ira furioso. Afferrò il falco e lo scaraventò contro la roccia. Il volatile cadde morto con le ali aperte, come fosse ancora in volo. Intanto la gocciolina, che filtrava lenta dalla rupe, aveva smesso di scorrere. E il re, ora con la rabbia ora con il dispiacere nel cuore, aveva più sete che mai. Mandò i servi a vedere se sopra la roccia si trovava la polla che dava acqua alla sorgente.
La trovarono, ma si fermarono inorriditi… Era uno stagno in cui galleggiavano i cadaveri putrefatti di parecchi animali. Certamente quell’acqua, bevuta, avrebbe avvelenato il re…
Disse uno dei servi al ritorno: «Sire, se tu avessi bevuto quell’acqua saresti morto».
Il re guardò il falco che gli giaceva ai piedi e chinò la testa. Umilmente chiese perdono al fedele amico che si era sacrificato per lui e inutilmente rimpianse il suo impulsivo gesto d’ira.

L’ANGOLO DEL SAGGIO


Come ci aiuta a capire la storiella visto questo, come tutti i comandamenti, non deve essere vissuto come un’imposizione che Dio e la Chiesa fanno a scapito della nostra libertà! Se provassimo a sostituire a “comandamento” il termine “Parola” invece di avere dieci “imposizioni” avremmo dieci “Parole di Vita”!.
D’altronde è facile capirlo, quando vuoi bene ad una persona mica ti pesa fare quello che fai! Farai fatica, non sarà facile sempre ma…in fondo, se lo si fa di cuore non pesa! Insomma
quando vivete le prime cotte non fareste di tutto per il vostro lui o la vostra lei? Un genitore non farebbe di tutto per amore del proprio figlio?
Così il comandamento “Io-Sono il Signore, tuo Dio. Non avrai altro Dio di fuori di me” vuol dire “Stai attento! Non si può avere il piede in due scarpe! O ami Me – dice il Signore – o ami altri
idoli!” o come direbbe il Vangelo: “Non puoi amare Dio e mammona, perché amerai l’uno e odierai l’altro” Se fai le cose sul serio devi fare una scelta! • Ma quale scelta compiere?

L’IDOLATRIA


• Ma quali sono gli idoli ai quali possiamo attaccarci?
• E perché dovremmo voler bene autenticamente al Signore e non ad altri idoli? Cos’ha Lui di diverso. Guardiamo un po’ cosa può dirci la Bibbia con Elia sul primo comandamento…
“Ma che cos’è questa idolatria?” chiede Gianni al suo catechista
“ Idolatria, è una cosa molto comune
fra i ragazzi della tua età!” “Ah, si?” ribatte stupito il ragazzo “Certo – dice con calma il catechista – Idolatria è quando tu leghi il tuo cuore a ciò che non può colmare il suo bisogno di amore!” “Cosa?”
“ Tu sei fatto per volere bene, Gianni, solo che sei libero di scegliere chi volere bene!
Idolatria è scegliere di volere bene alle cose o alle persone come se fossero il nostro …tutto. -

1 commento:

  1. Le facce pulite preferiscono che i ragazzi si interessano di mafia, sport e politica.

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