E’ durata poco meno di tre l’audizione del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro davanti commissione Difesa del Senato in cui si è affrontata la questione  dei flussi migratori nel Mediterraneo e l’impatto delle attività delle Ong.
Il magistrato catanese ha chiesto di secretare parti della sua audizione, evidentemente perché riguardano proprio le inchieste curate dal suo ufficio.
Zuccaro ha ribadito quanto aveva detto anche rispondendo ai giornalisti: “Le organizzazioni mafiose italiane appetiscono all’ingente quantità di denaro erogata per l’accoglienza dei migranti, parliamo di cifre notevoli, in parte intercettate dalle mafie”.
A tal proposito il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha segnalato che “ci sono centri che accolgono minori che non hanno idoneità”.
Il magistrato,  parlando del ruolo sempre più importante svolto dai mezzi delle ong, ha confermato “pienamente quanto detto al Comitato Schengen e cioè che siamo in una fase in cui non riusciamo più a svolgere l’attività investigativa: non riusciamo a intercettare i facilitatori e ad intercettare i satellitari e ad avere quegli elementi probatori necessari”. Carmelo Zuccaro ha comunque sottolineato che “il focus della nostra azione non sono le ong bensì i trafficanti”.
Così dal pm siciliano sono arrivate anche delle istanze: “Tra gli strumenti per poter meglio lavorare e riprendere l’azione investigativa sarebbero utili le intercettazioni delle comunicazioni satellitari usati per la richiesta di soccorsi dei migranti: dall’esame del traffico telefonico di questi Turaya potrebbero emergere elementi importanti per individuare i trafficanti”.
E’ significativa un passaggio in cui il magistrato rivela alla commissione che “gli scafisti ricevono spesso l’indicazione di gettare in mare il telefono se il soccorso viene fatto da navi militari, mentre con navi civili il satellitare viene preso da terze persone e riutilizzato per altre operazioni di soccorso. Sono state infatti segnalate chiamate partite dallo stesso cellulare”.
Rispondendo alle domande dei componenti della commissione difesa, Zuccaro ha rimarcato che “il numero di persone che cercano di arrivare in Italia è evidentemente esploso letteralmente nel 2017 e la maggior parte di essi non ha diritto alla protezione internazionale. Non è quindi il caso che le ong svolgano questa attività di supplenza, ma la assumiate voi che avete la responsabilità politica“.
Il procuratore di Catania ha riconosciuto “in mare si perdono molte vite” ed ha specificato: “Il volontariato deve supplire dove ci sono carenze negli Stati, ma in una situazione non emergenziale bensì strutturale, questa materia essere gestita dagli Stati”.
Fra le proposte che sono emerse durante l’audizione è stata immaginata la presenza di ufficiali di polizia giudiziaria sulle navi delle ong: “Potrebbe essere una scelta utile- ha chiarito Zuccaro – non per controllarle ma perché possono fare rilievi che il personale delle ong non è autorizzato a fare”.
Nel corso dell’audizione , Zuccaro ha parlato del ruolo del Csm: “Auspico ci possa mettere in condizione di operare nel modo migliore e dal Csm non è arrivata nessuna risposta negativa riguardo a questo auspicio. Mi rendo conto – ha aggiunto – che ci sono altre esigenze che il Csm deve tenere presente, ma non c’è contrasto con l’esigenza di poter disporre del necessario supporto investigativo”.
All’ordine del giorno c’è ‘il seguito dell’indagine conoscitiva sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e l’impatto delle attività delle Ong’.
L’audizione del magistrato catanese  è stata chiesta dopo che aveva sollevato dubbi sulla gestione del flusso dei migranti affidato alle organizzazioni non governative,  dichiarazioni che  hanno suscitato un vespaio di polemiche nel mondo politico, istituzionale, tanto da arrivare anche al Csm.
Il dibattito sulla presunta relazione tra Ong e trafficanti di uomini divide anche la politica: c’è chi sostiene le dichiarazioni di Zuccaro e chi difende l’attività delle Ong.
Era prevista per oggi, ma potrebbe slittare a domani la valutazione del Csm sul magistrato catanese.-