lunedì 8 maggio 2017

MESSINA: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ANAS.


Armani: “Messina è l’emblema delle infrastrutture mancate”.


(FOTO GIOVANNI ISOLINO)

Il riferimento del presidente dell’Anas è in particolare al Ponte sullo Stretto. Ma parla anche dello svincolo di Giostra, della fusione col Cas e dei progetti per migliorare la rete siciliana. Focus sul Ponte anche per i deputati Garofalo e D'Alia e per l'assessore Pistorio.

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Lunedì, 8. Maggio 2017 - 16:56
Scritto da: Marco Ipsale
Pubblicato da www.tempostretto.it

“Messina è l’emblema di come le infrastrutture non devono essere proposte”. Subito parole forti da parte del presidente dell’Anas, Gianni Armani, in città per parlare di infrastrutture e mobilità al sud, in particolare in Sicilia. Il primo riferimento è al Ponte sullo Stretto. “Un’opportunità che può creare la sesta area metropolitana italiana. La Sicilia, che ha il 10 % della popolazione italiana, la stessa della Danimarca, non può restare isolata. Ma finora quest’opportunità è stata presentata come utile per diventare campioni mondiali di salto del fosso. Questo ha creato disastri in Italia e soprattutto al Sud e in Sicilia, che è piena di infrastrutture abbandonate o incomplete o completate in tempi lunghissimi. L’obiettivo è stato quello di mettere la prima pietra, magari in campagna elettorale, senza pensare ad uno sviluppo ordinato”.

Ed a proposito di infrastrutture realizzate come non si doveva fare, Armani fa anche l’esempio dello svincolo di Giostra: “E’ stato appaltato vent’anni fa dal Comune. Ma un ufficio tecnico di qualunque Comune non può gestire un’opera di questa complessità. Siamo stati chiamati in causa sette anni fa per sbrogliare la matassa, tra ricorsi e mille problemi perché abbiamo dovuto interagire con una pluralità di soggetti, tra cui il Cas e il Genio Civile. Oggi finalmente c’è un cantiere che sarà completato nei prossimi mesi. Ma è una storia che non vogliamo ripetere. Chi per anni ha visto l’opera incompleta avrà pensato che è la prova che in Sicilia non si possono fare infrastrutture. Non è vero, ci vogliono pianificazione e professionalità”.

Altro tema caldo è l’ipotesi di fusione tra Anas e Cas, una prima volta bocciata dall’Assemblea regionale siciliana. “Al momento i presupposti mi sembrano molto lontani – prosegue il presidente dell’Anas – ma è una grande opportunità, che può dare la professionalità necessaria per diventare il secondo gestore autostradale italiano, dopo Autostrade per l’Italia, con sede a Messina. L’Anas è un ente statale senza autonomia finanziaria, con grandi competenze tecniche, il Cas è un ente pubblico non economico e già il nome è tutto un programma. Gestire le autostrade richiede capacità di intervento immediato, in tutto il mondo se ne occupano le società, imprese in grado di assumere e formare personale. In Sicilia non c’è neanche un’impresa infrastrutturale in grado di emettere un bond a basso costo sui mercati internazionali”.

Armani ha poi presentato il piano previsto da Anas per migliorare le infrastrutture al Sud e in Sicilia. “Il sud è l’area che può crescere di più in Italia. Il nord è il motore ma è più difficile crescere quando si è già a standard elevati. Nuove infrastrutture avvicinano i poli produttivi e creano opportunità di sviluppo. L’Anas guida lo sviluppo della principale infrastruttura del sud, con un patrimonio di 26mila km di strade, dei quali 4mila in Sicilia. Il piano pluriennale 2016-2020, ancora non approvato, prevede investimenti per 23 miliardi, dei quali il 55 % (12,7 miliardi) al sud e il 12 % (2,7 miliardi) in Sicilia. Ma già in corso ci sono 2 miliardi di investimenti, dei quali 90 milioni in manutenzioni. Sono stati già aggiudicati lavori per 120 milioni e altri saranno completati nei prossimi anni. Per la provincia di Messina, in particolare, nel Patto per il sud sono previsti interventi sulle strade statali per 50 milioni, oltre a 5,2 milioni per le manutenzioni e 2,2 milioni per il piano basta buche”. 

Tanti gli interventi al convegno al palacultura, moderato dal deputato Vincenzo Garofalo, che ha perorato la causa della fusione tra Anas e Cas, dell’alta velocità ferroviaria e del Ponte sullo Stretto, ed ha lamentato l’assenza dell’amministrazione comunale, “che sulle grandi infrastrutture non ha detto una parola”. Ne hanno parlato, invece, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, il senatore Bruno Mancuso, il deputato regionale Nino Germanà, il direttore del dipartimento di Ingegneria Civile di Unime, Antonino D’Andrea, la consigliera d'amministrazione Anas, Francesca Moraci, i presidenti degli ordini di ingegneri e architetti, Santi Trovato e Giovanni Lazzari, praticamente tutti d’accordo sulla necessità di potenziare le infrastrutture in Sicilia e, in particolare, sul Ponte sullo Stretto.

Così anche l’assessore regionale Giovanni Pistorio, che ha “bacchettato” l’Ars per alcune “scelte non sempre lucide”, in riferimento alla fusione Anas – Cas. “L’Assemblea si è approcciata in modo errato nel merito. Ha cercato di scoprire quale disegno ci fosse sotto”. Poi sulla riqualificazione dell’autostrada Messina - Catania, legata al G7. “Il Governo ci ha detto che ci dovevamo pensare noi ma il Cas non ha le risorse umane tecniche per rispondere a problemi seri in tempi strettissimi. Abbiamo fatto i salti mortali, con l’aiuto del personale tecnico dei Geni Civili di Messina – Catania”. Pistorio si è soffermato su strade e ferrovie e, soprattutto, sul Ponte sullo Stretto, dando parere favorevole.

Apertura sul Ponte anche da parte di Giampiero D’Alia, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, che in passato si era detto contrario per poi cambiare rotta nello scorso novembre. “Negli anni è stato l’alibi per non investire nel Mezzogiorno. L’80 % della rete autostradale siciliana è inefficiente perché non sono state fatte manutenzioni, non c’erano risorse per scelte politiche. Idem per le Ferrovie dello Stato, penso ad esempio all’abbandono della Metroferrovia. Oggi serve un’operazione verità, dobbiamo parlare di Ponte dello Stretto e di tutte le altre infrastrutture necessarie”. -

(Marco Ipsale)

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