sabato 27 maggio 2017

Mauro Guerra, ha depositato

in commissione Bilancio della

Camera l'emendamento che

introduce i nuovi voucher.


Il relatore alla manovra, Mauro Guerra, ha depositato in commissione Bilancio della Camera l'emendamento che introduce i nuovi voucher per imprese e famiglie.



La proposta di modifica conferma sostanzialmente le bozze circolate nella giornata. Il testo del relatore introduce i nuovi strumenti che sostituiranno i voucher: il "Libretto famiglia"  per  i nuclei familiari e il "Contratto di prestazione occasionale" per le imprese. Si prevede un tetto ai compensi unico di 5mila euro l'anno a singola impresa mentre ciascun lavoratore potrà ricevere fino a 2.500 euro l'anno dallo stesso datore di lavoro, per un massimo di 4 ore continuative al giorno per prestazione. Vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale alle imprese del settore agricolo, oltre che a quelle dell'edilizia e degli appalti. Il compenso minimo orario è pari a 9 euro. Il contratto può essere utilizzato dalle imprese fino a 5 lavoratori.

Il limite di durata per i privati è di 280 ore l'anno oltre il quale il rapporto si trasforma in lavoro a tempo pieno indeterminato. Con il Libretto famiglia si potranno pagare prestazioni occasionali per piccoli lavori domestici come pulizia, manutenzione. Ma anche servizi di baby-sitting, nidi privati e pubblici, assistenza a bambini, anziani, ammalati, disabili e per lezioni private. Ogni 'assegnò del libretto è da 10 euro. A carico del datore di lavoro i contributi alla gestione separata, il premio dell'assicurazione e gli oneri gestionali per un totale di circa due euro. Ma il nuovo testo agita il Pd e la sinistra. È "alquanto inusuale ed estremamente grave produrre un intervento" per sostituire i voucher "in una manovra di revisione dei conti pubblici. Tecnicamente si tratta di un furto di referendum", ha attaccato Arturo Scotto di Mdp in commissione Bilancio della Camera, dove si sta discutendo della  questione. Scotto ha fatto un "estremo appello: togliere di mezzo la questione, lasciando al massimo" le regole per le famiglie "e aprire discussione con le parti sociale". Roberto Speranza parla di "vulnus democratico" aggiungendo: "Non c'è voto di fiducia che tenga", sul tema dei voucher "Articolo 1 non è disponibile". "Qui in un colpo solo si dà un segnale sbagliato sul lavoro, ripristinando uno strumento di precarietà - e su questo era opportuno discutere nel merito - e si mina la credibilità di un istituto referendario previsto dalla Costituzione. E su questo punto c'è un evidente rottura". Anche Susanna Camusso mette in guardia il governo e si dice pronta a ricorrere  alla Consulta: "Lo ribadiamo, se il governo dovesse reintrodurre i voucher, come appare in queste ore, ricorreremo alla Corte Costituzionale", ha detto Camusso. -


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