domenica 28 maggio 2017

Manchester,

la foto dell'attentatore

nella notte della strage.

Sale a 11 numero persone finite in manette.




Ieri la Greater Manchester Police ha effettuato altri due arresti nell'ambito delle indagini sull'attentato all'Arena di Manchester portando così ad 11 il totale degli arrestati. Si tratta due giovani di 20 e 22 anni. Lo riferisce L'Independent. Nel corso di una serie di incursioni nell'area cittadina di Cheetam Hill la polizia di Manchester ha eseguito un'esplosione controllata.
Nessuna 'vendetta' a caldo. La strage di Manchester è stata preparata meticolosamente e covata per un anno nella mente di Salman Abedi: il 22enne figlio di ex rifugiati politici libici in Gran Bretagna che lunedì si è fatto esplodere all'uscita del concerto d'Ariana Grande uccidendo 22 persone (7 i bambini), lasciandone altrettante sospese fra la vita e la morte e ferendone decine.

Le indagini non sono ancora riuscite a dare scacco matto a tutti i componenti della cellula che si presume abbia agito, ma sembrano aggiungere un tassello ogni giorno che passa. Si stempera intanto - anche al sole del G7 di Taormina, dove Theresa May incassa il sostegno di Donald Trump e degli altri leader - la tensione tra Gran Bretagna e Usa dopo la ripetuta divulgazione ai media da parte di 007 americani di informazioni riservate d'intelligence condivise fra alleati. E le successive scuse di Washington.
Quanto al filone principale dell'inchiesta, il Times rivela che Abedi e chi lo ha aiutato avevano pianificato tutto. Un conto bancario era stato aperto e lasciato 'dormiente' già un anno fa, per essere poi usato per acquistare il materiale necessario a seminare la morte. E da mesi era stato affittato l'appartamento individuato come covo e luogo d'assemblaggio dell'ordigno fatale: una cosiddetta bomba all'acetone, imbottita di Tatp, esplosivo instabile, ma micidiale conosciuto come 'la madre di Satana' e divenuto atroce 'biglietto da visita', da Parigi a Bruxelles, delle missioni assassine di molti seguaci e simpatizzanti dell'Isis. Quello stesso Isis che giusto oggi è tornato a farsi sentire in un appello alla "guerra totale in Europa" rivolto agli adepti in occasione del Ramadan. Non senza parole di lode per il massacro in Inghilterra: indicato ad esempio di "lavoro" ben fatto ed "efficace" contro un obiettivo, "i cosiddetti innocenti e civili", rivendicato come meritevole di "ricompensa" da parte di Allah dopo "il martirio". Che il Califfato abbia ispirato o solo benedetto a posteriori il massacro di lunedì, del resto, poco importa. Ciò che conta è la natura 'professionale' dell'operazione, confermata ormai un po' da tutto il contesto e da tutte le fonti informate. (ANSA)

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