mercoledì 17 maggio 2017

Legge elettorale,

ritirato il testo base.

Renzi: 'No Cespugliellum'. Potrebbe slittare a dopo le elezioni amministrative.




Redazione ANSA ROMA
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"Sul tema del ruolo di relatore mi riservo fino a domani per una valutazione che farò anche assieme ai colleghi", ha detto Mazziotti, annunciando la convocazione dell'ufficio di presidenza della Commissione.
In precedenza, il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano, aveva già annunciato ufficialmente in commissione il "no" al testo base del relatore.
Già stamani l'ufficio di presidenza del gruppo Pd aveva deciso all'unanimità di tenere la linea del "no" al cosiddetto Italicum bis e votare contro il testo base presentato dal relatore in commissione. Il Pd proporrà quindi la sua riforma elettorale che prevede 50% di collegi uninominali e 50% di proporzionale, un sistema senza preferenze e con una soglia di sbarramento del 5%. Il testo base sulla legge elettorale, presentato giovedì scorso dal relatore Andrea Mazziotti, verrà dunque con ogni probabilità bocciato oggi in Commissione Affari costituzionali, grazie ai voti di Pd, Lega, Svp e Direzione Italia, uniti nel "no" a un sistema proporzionale e decisi a proporne uno alternativo maggioritario. La bocciatura richiederà ulteriori sedute chiarificatrici, il che allontana l'ipotesi di approvare la riforma in Commissione in tempo per portarla in Aula il 29 maggio, come deciso dalla Conferenza dei capigruppo.
"Oggi c'è la commissione sulla legge elettorale -aveva detto Matteo Renzi via Facebook -, spero che il Pd possa convincere altri partiti ad andare se non verso il sistema del Mattarellum con il 75 per cento di maggioritario almeno al 50. Speriamo ci ciano i numeri per farlo". E nel pomeriggio Matteo Renzi ha riunito la cabina di regia con gli esponenti del governo ed i capigruppo. Al centro della riunione, a quanto si apprende, la legge elettorale in vista del voto di stasera in commissione sul testo base e della decisione del Pd di bocciarlo per presentare domani la propria proposta che prevede il 50 per cento di quota proporzionale e il 50 per cento maggioritario. L'impressione del leader dem, a quanto si apprende, è che i piccoli partiti puntino a far slittare l'approdo in aula della legge elettorale oltre il 29 maggio ma questo, avrebbe detto Renzi, sarebbe "uno sgarbo" al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in pressing perchè si faccia la riforma elettorale.
LA PROPOSTA IN CAMPO - A fronte di 31 proposte di legge e di posizioni divaricate dei gruppi, il relatore e presidente della Commissione Andrea Mazziotti, ha depositato giovedì un testo minimalista, che si limita ad estendere al Senato l'Italicum, cioè un proporzionale seppur con premio alla lista vincente. Il testo base è solo il punto di partenza su cui i gruppi devono poi presentare gli emendamenti. Mazziotti aveva quindi "confidato" in una approvazione con il sì tecnico del Pd, per procedere con la fase successiva degli emendamenti. Il Partito democratico questa mattina terrà l'ufficio di presidenza del Gruppo per decidere l'atteggiamento, il capogruppo Ettore Rosato ha annunciato il voto negativo: ai 21 deputati Dem, sui 49 della Commissione, si aggiungeranno i 2 della Lega, nonché uno ciascuno di Svp, Ala e Direzione Italia, il gruppo di Raffaele Fitto: 26 voti in tutto, la maggioranza in Commissione.
Nel ribadire il "no" a un sistema proporzionale era stato lo stesso Matteo Renzi, dicendo: "Non potremo mai accettare che si arrivi a fare una legge elettorale tutta in soccorso ai piccoli partiti: no al Cespugliellum".
Certo, il testo base non era la riforma, e i Dem potevano comunque mandarlo avanti per poi presentare la propria proposta con gli emendamenti. Ma Renzi ha voluto evitare ambiguità sull'interpretazione del sì tecnico al testo base, che avrebbe potuto essere come sì politico. E questo specie dopo che Silvio Berlusconi, in una intervista al Foglio, aveva espresso la propria disponibilità "a fare la legge elettorale con il Pd" ma in direzione di un sistema proporzionale. Rosato ed Emanuele Fiano hanno anche approntato un testo alternativo, un Mattarellum con 50% di deputati eletti in collegi uninominali e 50% con liste proporzionali, definito impropriamente modello tedesco. Su tale sistema sono d'accordo Lega, Ala, Svp e Direzione Italia, ma non sarà votato oggi come testo base alternativo.
Quest'ultimo può essere proposto solo dal relatore. Quindi occorre che Mazziotti faccia proprio il Mattarellum modificato, lo proponga alla Commissione, lasciando qualche giorno per studiarlo prima della sua adozione e della fissazione dei termini per gli emendamenti. Il Pd è intenzionato a far pressione su Mazziotti perché lasci il ruolo di relatore a un Dem, ma l'interessato, ad oggi, non sembra aver intenzione di farlo. In questo scenario Renato Brunetta ha lanciato un appello al Pd, affiché faccia una legge con il consenso degli altri due maggiori partiti presenti in Parlamento, cioè M5s e Fi. (ANSA)

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