lunedì 22 maggio 2017

Legge elettorale:

da commissione ok a

Rosatellum, ma

Renzi attende mosse Cav.

Boschi: 'Inciucio? Pd non basta'. Di Maio apre.

Alfano: 'Riteniamo di avere mani libere'.




Martedì la prima commissione adotterà il Rosatellum come testo base per la riforma elettorale ma il sasso, gettato nello stagno da Silvio Berlusconi offrendo le urne ad ottobre in cambio del sistema tedesco, ha smosso le acque in un'altra direzione. Il dialogo tra Pd e Fi è partito ma si capirà solo la prossima settimana, quando si cominceranno a votare gli emendamenti, se il sistema misto del Rosatellum potrà cambiare nel proporzionale alla tedesca. "Il Pd da solo è isolato", chiarisce Maria Elena Boschi all'accusa di un Nazareno bis mentre il governo, per voce del ministro Finocchiaro, fa sapere di "guardare con distacco alle fibrillazioni". Matteo Renzi guarda, non senza interesse, alla proposta del Cavaliere. Le diffidenze certo non mancano e i dem per ora restano fermi sul Rosatellum.
Ma i vantaggi di un'intesa sono ben chiari tra i renziani: da un lato il sistema tedesco troverebbe in Parlamento maggioranze ampie visto che Mdp, Si e Lega non sono contrari. Oggi anche Luigi Di Maio non chiude: "Noi abbiamo una posizione di massima apertura partendo dalla legge uscita dalla Consulta", dice davanti alla sottosegretaria Boschi e alludendo a quel Legalicum che è un sistema interamente proporzionale, se nessuno raggiunge il 40 per cento, come il tedesco. L'altra faccia della medaglia, che alletta i renziani, è il ritorno al voto ad ottobre che consentirebbe all'Italia di votare il 24 settembre in parallelo alla Germania e di avere un governo pienamente legittimato per fare la manovra.
"Non è un tabù", ammette il capogruppo Ettore Rosato. E anche Silvio Berlusconi non vedrebbe più come fumo negli occhi l'anticipo delle urne in autunno prima della sentenza di Strasburgo e quindi ancora come leader del centrodestra. Anche Matteo Salvini, pur di andare a votare, dice che voterebbe "qualunque legge". Ma qui finisce l'asse pro-voto e cominciano i maldipancia. "Il Pd sembra che stia facendo alleanze fuori dalla maggioranza, quindi riteniamo di avere le mani libere sulla legge elettorale", avverte Angelino Alfano, contrario sia al Rosatellum sia al tedesco con lo sbarramento al 5%. Pier Luigi Bersani, invece, apprezza il merito della riforma ma non la fine anticipata della legislatura. "Chi pensa di andare a votare a ottobre - dice l'ex leader Pd - sta dicendo che si va in esercizio provvisorio e, tanto per dirne una, a gennaio scatta l'Iva". (ANSA)

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