giovedì 13 aprile 2017

Siria, Trump:

"Assad animale". Lavrov:

"Rimuoverlo favorirebbe

l'Isis".

Il ministro degli Esteri russo: "Usa-Russia vogliono inchiesta Onu su gas". Tillerson: "Assad ha usato armi chimiche più di 50 volte. Va rimosso".




"I rapporti non sono idilliaci, ma da oggi ci capiamo meglio". Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, vecchia volpe della diplomazia internazionale, riassume così la maratone negoziale che lo ha visto impegnato con il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, al debutto a Mosca nel suo ruolo. Non era scontato, visto com'era partita la giornata, con Donald Trump che aveva dato "dell'animale" al presidente siriano Assad e accusato Putin di sostenere "il diavolo": non proprio un ramoscello d'ulivo per mettere a proprio agio le delegazioni. Passi avanti, dunque. Ma le divergenze restano. Tanto che in serata da Washington Trump rincara la dose: 'Assad è un macellaio' e 'con la Russia non stiamo andando per niente d'accordo', i rapporti tra i due paesi sono "ai minimi".
Le ultime ore hanno anche registrato un nuovo veto, l'ottavo, della Russia sulla Siria in Consiglio di Sicurezza Onu. Mosca ha bloccato la risoluzione promossa da Usa, Francia e Gran Bretagna sull'attacco chimico a Khan Shaykhun. Nel testo, oltre alla richiesta di accesso degli ispettori di Nazioni Unite e Opac per indagare sull'accaduto, si domandava a Damasco di cooperare pienamente con le due organizzazioni, anche fornendo i dati sui voli aerei del giorno dell'attacco e sulle basi militari. "Accettare la bozza occidentale voleva dire legittimare il raid americano in Siria", ha detto il vice rappresentante permanente di Mosca all'Onu, Vladimir Safronkov, commentando il veto russo in Consiglio di Sicurezza. "Avete paura di una indagine imparziale, quella che chiede la Russia", ha affermato.
Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha affermato che rimuovere Bashar al Assad da presidente della Siria potrebbe essere un vantaggio per i terroristi dell'Isis. Lo riporta l'agenzia Interfax. (ANSA)

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