Si sblocca il percorso della Finanziaria regionale e inizia la sequenza di approvazioni dopo che è stato raggiunto un accordo di massima che permetterà alla norma di essere approvata in serata o, al massimo domani.
Si tratterà di una finanziaria molto piccola. L’accordo è giunto grazie ad un emendamento tampone approvato insieme alla norma sul riacquisto  degli immobili. Vi si prevede che in caso di valutazioni diverse da quelle ipotizzate in norma si blocchi la procedura. Ma la vera svolta è stata la telefonata del presidente dell’Ars che ha tirato le orecchie ai segretari dei partiti di maggioranza ottenendo che l’aula venisse parzialmente ripopolata.

votanti prelievo fondo pensioni

Così passa la norma sul prelievo dal fondo pensioni che sblocca l’intero iter. E immediatamente arriva l’affondo dei regionali  che additano i responsabili dello scippo. “Trentasei parlamentari hanno dato il via al saccheggio del Fondo Pensioni della Regione – scrivono dal Cobas/Codir – è stato compiuto un atto politicamente ignobile che tra qualche anno pagheranno tutti i dipendenti regionali ma anche i cittadini siciliani che per fare fronte alle spese correnti del bilancio 2017, volute dal “rivoluzionario” Rosario Crocetta, dovranno pagare contributi di solidarietà (i dipendenti) o maggiori tasse regionali (tutti i cittadini) per fare fronte al pagamento delle pensioni”.
Il sindacato rende noti i nomi dei 36 che hanno detto di sì (foto a fianco) “Il governo regionale, con questa manovra imposta dal proconsole romano Alessandro Baccei – continuano –  sta minando gravemente la stabilità finanziaria dell’ente previdenziale, imponendo l’immobilizzazione di quasi il 50% dei fondi dell’Ente in beni immobili, per una consistenza di circa 360 milioni di euro, senza i necessari requisiti di redditività e liquidità previsti dal regolamento del Fondo. Si tratta di immobili difficilmente commerciabili sul mercato e che abbisognano, invece, di almeno 50 milioni di euro di interventi di ristrutturazione e adeguamento (interventi che la Regione non ha mai fatto)”.
“Ma il Cobas/Codir , maggiore sindacato del pubblico impiego regionale, darà battaglia in tutte le sedi giudiziarie per arginare questo gravissimo attentato alla stabilità finanziaria del Fondo Pensioni. Intanto, il sindacato chiederà una stringente verifica dei requisiti posseduti dai componenti del Fondo nominati dal governo regionale per verificare che non vi siano casi di incompatibilità che possano condizionare le scelte e l’autonomia dell’Istituto. Inoltre, attraverso il rappresentante sindacale nel collegio di sorveglianza verrà data battaglia per non procedere al trasferimento dei beni immobili, rivendicando – invece – l’immediato versamento delle risorse finanziarie dovute e trattenute ai lavoratori e che devono essere utilizzate non per le spese correnti del governo Crocetta ma per la obbligatoria costituzione del Fondo Pensioni. Contestualmente, il sindacato solleciterà la Presidenza del Consiglio dei Ministri per verificare la legittimità costituzionale della norma approvata chiedendo di impugnarla”.
Ma sbloccata questa norma si è proceduto spediti ad approvare le altre disposizioni. Via libera alla norma per la stabilizzazione di circa seimila Asu ovvero precari degli enti locali utilizzati come amministrativi.
“Con l’approvazione dell’articolo 22 non un solo precario in più ma dignità e prospettiva lavorativa per uomini e donne che per vent’anni  sono stati considerati figli illegittimi della Regione” commenta il deputato dell’Udc all’Ars Mimmo Turano esprimendo la propria soddisfazione per l’approvazione della norma della finanziaria sugli Asu.
Grande soddisfazione anche da parte dei due coordinatori regionali del dipartimento Lsu del sindacato Csa Mario Mingrino e Vito Sardo: “Finalmente anche per questa categoria di lavoratori grazie al nostro impegno in questi anni – dicono i due sindacalisti – inizia il vero percorso di stabilizzazione. Certo che questo è il primo passo. Molto c’è da fare, ma tutti i deputati hanno voluto dare un forte e vero segnale di cambiamento”.
Stanziati, poi, 6 milioni di euro per l’avvio al lavoro degli ex sportellisti, sì ai trasferimenti ai comuni come era già stato dato il via libera a quelli nei confronti delle ex province. Ci sono i fondi per i forestali e per i Consorzi di bonifica ma anche il sì  alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l’Arsea, l’Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura.
In modo inatteso i lavori tornano, poi, a bloccarsi quando si arriva al nodo disabili. Una pioggia di emendamenti, qualche contrasto e tutti di nuovo a sbollire qualche arrabbiatura.
Alla ripresa dei lavori gli animi sono più calmi e i banchi nuovamente semivuoti ma le norme sui disabili passano ponendo le basi per giungere alla conclusione del percorso. -