venerdì 14 aprile 2017

Operazione Tekno,

sospesi sei dirigenti del

Cas, decurtati gli stipendi.




Arriva anche la sospensione dal lavoro la decurtazione dello stipendio per i sei indagati dell’operazione Tekno incentivi condotta dalla Dia e coordinata dalla procura di Messina, che ha svelato il sistema messo in piedi da un ristretto circolo di dipendenti per appropriarsi degli incentivi previsti per i progetti banditi internamente al consorzio di contrada Scoppo. Non solo interdizione dai pubblici uffici come disposto dalla gip Tiziana Lanza, che ha applicato la misura interdittiva. Il nuovo provvedimento è stato adottato  dal Cas per cinque degli indagati e dal comune per Stefano Magnisi. Quest’ultimo è direttore di sezione della ragioneria di Palazzo Zanca, e all’epoca dei fatti presi in esame dalla magistratura, dal 2012 al 2013 ricopriva all’interno del Cas il ruolo di ragioniere capo, con qualifica di supporto al Rup e di collaboratore tecnico a vario titolo. I sei dipendenti sono accusati a vario titolo di peculato e falso per aver percepito incentivi non dovuti. Questa la tesi sostenuta dal pool di magistrati della procura composto dall’aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Stefania La Rosa che avevano chiesto i domiciliari al gip Tiziana Lenaza per Antonio Lanteri, Stefano Magnisi, Angelo Puccia, Gaspare Sceusa, Alfonso Schepisi, e Anna Sidoti. Ma il magistrato ha scelto la misura meno afflittiva. Nel frattempo il Cas è già a lavoro per sostituire i suoi dipendenti, anche perché come nel caso di Schepisi e della Sidoti, i due erano rispettivamente direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento di consolidamento e messa in sicurezza del viadotto Ritiro. -

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