giovedì 13 aprile 2017

Operazione Tekno, bufera sul

CAS. Stipendi maggiorati

per un milione di euro totali.


Dodici persone, tra dirigenti  e dipendenti del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane), sono coinvolte nell’operazione Tekno. I provvedimenti sono stati emessi nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Messina. A eseguirli, alle prime luci dell’alba, gli investigatori della DIA, insieme al Centro Operativo di Catania. L’inchiesta è durata quasi due anni e gli indagati sarebbero in tutto 57.

Sei persone sono state sospese dall’esercizio delle loro funzioni per sei mesi. Si tratta di Antonio Lanteri di Messina, Stefano Magnisi di Furnari, Angelo Puccia di Castelbuono, Gaspare Sceusa di Barcellona Pozzo di Gotto, Alfonso Schepisi, già presidente del Consiglio Comunale di San Piero Patti e Anna Sidoti, sindaco di Montagnareale e Rup dei lavori del viadotto Ritiro.

Sequestro preventivo per equivalente (per un totale di circa un milione di euro) a carico dei sei indagati sospesi e inoltre a carico di Carmelo Cigno di Palermo, Letterio Frisone di Messina, Antonino Spitaleri di Roccella Valdemone, Carmelo Indaimo di Ficarra, Antonino Liddino di Messina e Corrado Magro di Avola.

Sono quasi 70 i progetti finiti sotto la lente d’ingrandimento degli uomini della DIA di Messina. Tutti finanziati tra il 2012 e il 2013. Di questi tutti avrebbero presentato irregolarità, alcuni sarebbero stati addirittura inesistenti. Gli investigatori avrebbero utilizzato, oltre al materiale sequestrato, anche intercettazioni telefoniche. Ciò avrebbe permesso di portare alla luce un sistema collaudato attraverso il quale lavoro ordinario sarebbe risultato straordinario. Ciò avrebbe portato una spesa di un milione di euro in più di stipendi pagati in un anno. Anche il ripristino di cabine Sos nelle autostrade, lavoro di ordinaria amministrazione, sarebbe stato liquidato come straordinario dal Rup così da ottenere il 2% in più di incentivi previsto dalla legge.

In realtà, si tratta della seconda tranche dell’Operazione Tekno. La prima fase, nel novembre 2014, sfociò nell’arresto di 8 soggetti accusati di turbata libertà degli incanti, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione. Intanto il Presidente del Cas, Rosario Faraci, ha espresso tutto il suo profondo rammarico e ha manifestato la totale fiducia nell’operato della Magistratura, assicurando provvedimenti nei confronti dei dipendenti destinatari delle misure interdittive”. -

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