martedì 18 aprile 2017

MESSINA, ADUNATA: PONTE E FERROVIE.


"Pretendiamo dal Governo pari opportunità di sviluppo".


Capitale Messina e Rete per le Infrastrutture chiamano a raccolta le forze sociali della città. Sabato 29 aprile il primo incontro per pretendere dal Governo pari opportunità di sviluppo. Hanno già aderito Confindustria, Confesercenti, Sindacati, Ordini Professionali.


Martedì, 18. Aprile 2017 - 9:58
Pubblicato da www.tempostretto.it

"È provato che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che in quelle meridionali", scriveva il deputato meridionalista Giustino Fortunato alla fine dell'Ottocento, e dopo più di un secolo il quadro non appare mutato. L'asimmetria di investimenti tra nord e sud continua ad essere confermata nelle scelte del Governo Gentiloni. Basta uno sguardo d'insieme al documento per realizzare che la stragrande maggioranza delle opere sono concentrate a nord dell'asse Napoli-Bari.

“Non ci hanno rassicurato le parole del Governo espresse per bocca del sottosegretario Faraone, dopo la levata di scudi cittadina contro le scelte sulle infrastrutture strategiche inserite nel Def”. Lo dice il portavoce di Capitale Messina, Gianfranco Salmeri. E del resto c’è poco da essere rassicurati se Faraone parla di collegamento tra Sicilia e Calabria con un tunnel, vale a dire ripartire da zero con il progetto quando per il progetto definitivo del Ponte sono già stati spesi centinaia di milioni.

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“Se poi entriamo nello specifico delle opere di interesse strategico per lo sviluppo economico dei nostri territori – prosegue Capitale Messina - le perplessità aumentano. È irrazionale per un'opera che si aspetta da decenni, stiamo ovviamente parlando del Ponte sullo Stretto, e che dopo lunghi studi ed impiego di notevoli risorse, circa 300 milioni di euro, giunta al progetto definitivo, venga rimessa in discussione per tornare agli studi di fattibilità. Non ha senso. Anzi ce l'ha, ed è quello di non farla. Stessa preoccupazione per le tratte ferroviarie. Per quanto riguarda l'alta velocità sotto Salerno, come si può leggere nel documento del Governo, si è ancora allo studio di fattibilità, ed i progetti esistenti prevedono solo la velocizzazione di alcune tratte. E non sono previste le gallerie risagomate senza le quali i treni merci non potranno mai arrivare al porto di Gioia Tauro, condannandolo al declino. Ed in Sicilia è stato appaltato o esistono studi di fattibilità solo per il doppio binario con le vecchie gallerie e non le nuove gallerie e le pendenze e la linearità necessarie per l'alta velocità. Ed a conferma di ciò ricordiamo che Delrio a Messina ha detto che si procederà tra Messina, Catania e Palermo a 200 km/h entro il 2030. L'alta velocità invece sta sopra i 270 km/h. E ci sono risorse economiche certe solo per alcuni lotti. Senza dimenticare l'inaspettato stop del Governo al progetto di allungamento delle piste dell'aeroporto di Catania, che avrebbe consentito l'arrivo dei voli intercontinentali”.

Per tutte le considerazioni appena espresse, il movimento CapitaleMessina e la Rete per le Infrastrutture promuovono un incontro, che avrà luogo a Messina sabato 29 aprile, con l'intento di reclamare ad alta voce pari opportunità di sviluppo per la nostra isola e la nostra città. E dall'occasione si intende promuovere una mobilitazione permanente di tutte le forze sociali e politiche che hanno a cuore le sorti del nostro territorio. “È arrivato il momento di pretendere, non più chiedere”. -

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