giovedì 27 aprile 2017

Marina Berlusconi:

"Il pericolo in Europa

è l'antipolitica".

La presidente di Mondadori: "La politica ha moltissimo da farsi perdonare". E avverte: "L'alternativa non può essere l'ideologia del nulla che rifiuta ogni valore". E sulla Ue: "L'elezione della Le Pen sarebbe il colpo di grazia".


"Basta demagogia e ipocrisia: credo che mai come oggi bisognerebbe tornare a dare valore alla politica che ha molto, anzi moltissimo, da farsi perdonare".


Ma qual è l'alternativa?". In una intervista al Corriere della Sera la presidente della Mondadrori, Marina Berlusconi, fa un bilancio sui mali dell'Europa e il recente successo di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali in Francia. "È la comprensibile risposta a una crisi economica devastante e alle insicurezze profonde create dal una globalizzazione non gestita", argomenta la figlia dell'ex premier spiegando che, in caso di elezione all'Eliseo della leader del Front National, rischia di "essere il colpo di grazia per un'Europa già estremamente fragile". In questo senso, contro i populismi i libri possono rappresentare "un aiuto" per trovare le risposte. "Ci aiutano a pensare e a ragionare, avvicinano e non separano - spiega - l'alternativa all'eccesso di ideologie non può essere l'ideologia del nulla, del vuoto, che rifiuta ogni valore e che tutto banalizza".

"Ridare valore alla politica"

Marina Berlusconi è fermamente convinta che, "mai come oggi, si dovrebbe tornare a dare valore" a una politica "che ha molto, anzi moltissimo da farsi perdonare". Nell'ampia intervista al Corriere della Sera, dove ragiona sulla situazione politica globale e nazionale, la presidente della Mondadori spiega le alternative al populismo dilagante evidenziando come "il successo di certi movimenti e di certi leader non spunta dal nulla. È la comprensibile risposta ad una crisi economica devastante e alle insicurezze profonde che una globalizzazione non gestita ha creato". Colpa anche dell'Europa "smarrita tra burocrazia ed egoismi cui l'elezione di Marine e Pen darebbe il colpo di grazia". "Perché - sottolinea ancora - se l'eccesso di ideologie ha fatto i danni che ha fatto, l'alternativa non può essere l'ideologia del nulla, del vuoto, che rifiuta ogni valore e che tutto banalizza". In merito al ruolo avuto dal padre, Marina mette in chiaro che "se togliessimo la sua figura dagli ultimi trent'anni di storia, parlo del politico e dell'imprenditore, avremmo un'Italia incommensurabilmente meno libera. Meno libera di scegliere, di intraprendere, di pensare con la propria testa senza chiedere la testa altrui".

Il futuro di Mediaset

Nell'intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi parla anche dei conti in rosso di Mediaset. "Dietro c'è un nome e un cognome: Vincent Bollorè - spiega - senza il voltafaccia di Vivendi, Mediaset avrebbe chiuso il 2016 in pareggio, un risultato buono vista la debolezza del quadro generale. E comunque già quest'anno tornerà in utile". In merito al ruolo futuro di Bollorè la figlia dell'ex presidente del Consiglio è chiara: "L'Agcom ha sancito che la posizione di Vivendi è illegale: il problema ora è tutto suo. La nostra posizione è molto chiara: la prima cosa che Bollorè dovrebbe fare sarebbe quella di rispettare il contratto vincolante che ha firmato e risarcirci degli enormi danni che ci ha procurato".

La cessione del Milan

"Nessuna vittoria". Marina Berlusconi lo mette subito in chiaro. "La vendita del Milan ha rappresentato una sconfitta per tutti - continua - quello del closing non è stato un gran giorno né per mio padre né per la nostra famiglia". Ma puntualizza: "Non si poteva fare altrimenti, mio padre l'ha spiegato in quella bellissima lettera di congedo. E - conclude - se guardiamo al nostro gruppo, l'impatto positivo della vendita sui conti, tra l'incasso e gli esborsi annui che non dovremo più sostenere, è davvero rilevante". -

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