domenica 30 aprile 2017

Il ritorno al «miele» della

Boschi sui social: sparisce

la politica, resta solo

il buonismo.


Donne, migranti, unioni civili: non c'è tema etico che

Maria Elena non cavalchi.

«Ho letto la storia di Elena, minacciata dal suo ex. Andrò a trovarla a Torino, non lasciamo sola una donna che denuncia».



Con frasi come queste Maria Elena Boschi lavora alla ricostruzione del suo personaggio demolito dal flop al referendum.

Una ricostruzione faticosa, usando miele al posto della malta. Chi ha problemi di diabete meglio che non si dedichi alla lettura dei suoi post recenti su Facebook. Dopo il disastro del 4 dicembre, l'ex ministro alle Riforme spalleggiata dal suo mentore, Matteo Renzi, è rimasta aggrappata a Palazzo Chigi, ma nelle sue uscite pubbliche la politica è sparita. Il post più recente, quello su Elena Farina, la donna di Torino che aveva lanciata un appello contro la scarcerazione del suo ex marito e stalker. La visita della Boschi non serve, per fortuna, la donna può star tranquilla perché per il suo ex, Luigi Garofalo, il tribunale ha convalidato il fermo.

Ma Maria Elena è instancabile. Di attività di governo non c'è traccia, ma lei ronza di buona causa in buona causa, come un'instancabile ape operaia ligia al più rigoroso buonismo. Di banche ovviamente non parla mai, riforme men che meno. La tenace manovratrice renziana delle truppe parlamentari è sparita. Ha lasciato il posto a una sorta di clone boldriniano.

Donne, razzismo, migranti, unioni civili. Non c'è tema etico amato dal popolo progressista su cui la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio non si schieri. Ovviamente con un florilegio di «insieme», «orgogliosa», «sogni», «futuro». Non c'è «giornata internazionale di» che le sfugga. Il 21 marzo annuncia che «è il primo giorno di primavera ma è anche la giornata internazionale contro il razzismo». Il 2 aprile «è la Giornata mondiale dell'autismo». In vista di Pasqua e del viaggio del Papa in Egitto, ricorda che «è per i cristiani la Settimana Santa». Il 25 aprile «è la festa della memoria e dell'unità». Un calendario vivente dei santi politicamente corretti.

E qui forse ritorna fuori il caratterino che la fece sbottare fino a zittire malamente i contestatori in un dibattito sul referendum. Perché il 25 aprile è anche l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e scagliarlo contro l'Anpi, che durante la campagna referendaria la inondò di polemiche sul ruolo dei partigiani e la difesa della Costituzione. L'occasione di schierarsi con la Brigata ebraica contro i partigiani antirenziani è ghiotta e Maria Elena non la perde.

Il resto è una galleria di personaggi che costituiscono il suo nuovo pantheon. Approfittando della delega alle Pari opportunità, la sottosegretaria aveva evocato, prima di Elena Farina, Gessica Notaro, la ragazza sfregiata con l'acido dall'ex che si è fatta il primo selfie, Lucia Annibali, anche lei vittima dell'acido, Etienne, il compagno del poliziotto francese Xavier ucciso dagli estremisti islamici, cui promette che «non cederemo alla cultura dell'odio».

Boldrini attenta. C'è una nuova (brava) ragazza in città. -


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