mercoledì 26 aprile 2017

IL PORTO DI MESSINA, TRA LEGGENDA E TURISMO.



Lo Stretto di Messina è sempre stato un luogo suggestivo. Lo scalo è uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo, posizionato su una delle rotte essenziali per il commercio e ospita ogni anno circa sette milioni di passeggeri.


Mercoledì, 26. Aprile 2017 - 7:23
Pubblicato da www.tempostretto.it

Il porto di Messina ha tradizioni antichissime e ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della città. Lo scalo è uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo, posizionato su una delle rotte essenziali per il commercio e ospita ogni anno circa sette milioni di passeggeri, ai quali si aggiungono quelli del traffico crocieristico.
 Il porto si suddivide in 11 banchine che garantiscono quotidianamente l’imbarco e lo sbarco per pedoni, veicoli e  ferrovie. Dal porto di Messina partono traghetti ed aliscafi per Salerno, nello specifico dal Molo Norimberga, per le
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Isole Eolie, da Molo Rizzo, e per la Calabria: è possibile raggiungere sia Reggio Calabria che Villa San Giovanni grazie a collegamenti quotidiani, attivi 24 ore su 24, in partenza da Molo Rizzo e dalla Rada San Francesco.
Il terminal passeggeri ospita un ampio salone panoramico dal quale si può ammirare tutta la baia, spaziose sale d’attesa, edicole e servizi di ristoro. All’esterno sono predisposte stazioni taxi, parcheggi auto e garage e a soli 300 metri sono ubicati la stazione ferroviaria centrale e il capolinea degli autobus.
Il porto, oltre ad essere quindi un fondamentale snodo commerciale e turistico, è famoso non solo per la sua particolare forma a falce che ne caratterizza l’ansa, ma anche per i miti e le leggende che lo menzionano. Prima fra tutte è la narrazione mitologica legata a Saturno, o Crono, alla quale viene fatta risalire la formazione geologica del porto: la divinità, evirato il padre Urano con una falce, lanciò adirato l’oggetto in direzione dello Stretto originando quella lingua di terra dalla particolare forma.
Altra leggenda altrettanto famosa che aleggia intorno allo Stretto di Messina è ovviamente quella di Scilla e Cariddi. Storia narra che la bellissima ninfa Scilla vivesse nei pressi di Reggio Calabria e fosse solita recarsi sulla spiaggia di Zancle (che in lingua sicula antica significa proprio “falce”) per nuotare nelle sue acque limpide. Una sera, mentre era sdraiata sulla spiaggia, notò avvicinarsi verso di lei una strana figura metà uomo e metà pesce, chiamato Glauco. La ninfa impaurita scappò via e il dio marino, disperato dalla fuga della ragazza, si recò dalla maga Circe sperando in un suo incantesimo d’amore. La maga però, folle di gelosia, scagliò una maledizione sulla ninfa la quale si tramutò in un orrendo mostro. Scilla si gettò in mare e raggiunse la grotta di Cariddi, figlia di Poseidone, che Zeus aveva tramutato in una spaventosa bestia marina. Da allora Scilla, colei che dilania, e Cariddi, colei che risucchia, sono nell’immaginario collettivo i mostri che abitano le acque dello Stretto.
Queste leggende hanno origine fin dai tempi più remoti, lo Stretto di Messina è sempre stato infatti un luogo suggestivo e spaventoso e la sua navigazione ha sempre presentato notevoli difficoltà a causa delle sue correnti e vortici, contribuendo così alla nascita di storie mitiche.
La realtà è però chiaramente ben diversa, infatti lo Stretto di Messina ed il suo porto sono ad oggi uno snodo commerciale strategico e sicuro punto di arrivo e partenza di numerosi navi ed aliscafi ogni giorno. -

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