venerdì 14 aprile 2017

IL CAS DIVORATO DA UN MALE INCURABILE: MALCOSTUME, CORRUZIONE, SPRECHI.


Al banchetto che ha eroso le fondamenta del Consorzio autostrade hanno partecipato tutti. In base ai diversi ruoli, dai fornitori agli impiegati, dai consulenti al Cda, in troppi hanno aggirato le regole.


Venerdì, 14. Aprile 2017 - 6:58
Scritto da: Rosaria Brancato
Pubblicato da www.tempostretto.it

Nel corso degli ultimi anni ho scritto più volte al “gentile signor Cas”, sia come cronista che come residente nel viadotto Ritiro, tratto autostradale nel quale, come migliaia di automobilisti ormai dal 2013 trascorro gran parte dell’estate, imbottigliata come una sardina. La vera residenza estiva di migliaia di messinesi è ormai quel tratto. Quest’anno eleggeremo anche un amministratore di condominio.

Mi sono occupata innumerevoli volte degli sprechi nella gestione economico-finanziaria. Ho scritto puntate e puntate di articoli sulle indennità, sui rimborsi, sulle anomalie dei contenziosi, sugli incarichi legali, sulla mancanza di trasparenza nell’affidamento delle consulenze, sul Paradiso degli straordinari mentre i precari storici restavano al palo, sull’intollerabile pedaggio al casello di Ortoliuzzo.

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A fronte di questa voragine nelle casse che ingoiava qualsiasi cifra entrasse trasformandola in ogni sorta di spreco, corrispondono le vergognose condizioni delle autostrade.

L’ultima inchiesta però squarcia il velo su un malcostume che non riguarda i politici (anche se la brutta politica c’entra in questa storia), ma riguarda tutti noi, come siciliani, come cittadini che non appena otteniamo grazie al clientelismo un posto “tranquillo”, agiamo spregiudicatamente.

Quando il messinese-tipo commenta: “si sono mangiati la Sicilia” dimentica che a braccetto con la politica c’è chi ha approfittato di ruoli e posizioni per partecipare attivamente al banchetto.

Il Cas non è diventato un carrozzone negli ultimi 2 anni. Lo è sempre stato. E’ stato dopato, imbottito, di personale sin dalla sua nascita. E questa è la responsabilità della politica. “Un posto all’autostrada” negli anni delle vacche grasse era più che ambito e se entravi da casellante prima o poi finivi in ufficio. Il guaio è che, stando alle inchieste di questi ultimi 3 anni, chiunque, qualsiasi ruolo avesse all’interno del Consorzio (Cda, impiegato, consulente, ditta esterna, fornitore) trovava il modo per aggirare le regole e “arrotondare” le cifre. Nella stessa marmellata inciampavano tutti, dall’impiegato con ultrastraordinari per fare fotocopie, al Rup, alla ditta esterna, ai legali che dovevano difendere le casse dai contenziosi, a chi a vario titolo aveva diritto ai rimborsi, a chi vinceva le gare, ai fornitori, agli stakanovisti delle 400 ore di straordinari.

Se il risultato di tanto “fervore” fosse stato vedere la Messina-Palermo e la Messina-Catania percorribili, sicure, pulite, allora potremmo dire: “tanto di cappello”. Ma i morti, i feriti, gli incidenti, le condizioni del manto stradale, la pericolosità di A/18 e A/20, gli estenuanti disagi ai quali ci siamo abituati, sono la prova della più grande vergogna dell’isola.

La scorsa settimana il presidente del Consorzio, Rosario Faraci in Commissione Bilancio dell’Ars ha snocciolato alcuni dati: il personale costa 20 milioni di euro ogni anno. Stiamo parlando di 345 dipendenti.

Stando sempre alle sue dichiarazioni questi 345 lavoratori non bastano…

Le entrate sono circa 90 milioni, ma, tolti i costi, l’Iva, il canone all’Anas, restano appena 19 milioni per la manutenzione.

La domanda è: perché dobbiamo aspettare che sia la giustizia a risolvere le cose?

Mi sono sempre chiesta come alcuni vertici del Cas raggiungessero la sede in contrada Scoppo, o se Crocetta, gli assessori regionali o i deputati, abbiano mai avuto la gioia di percorrere come i comuni mortali le due autostrade.

Se lo avessero fatto sono certa che poi sarebbero entrati  dritti negli uffici del Consorzio iniziando a far ballare la tarantella a tutti, dai vertici all’ultimo degli impiegati, avrebbero aperto cassetti, preso provvedimenti.

Ho scritto di ispettori al Cas inviati dall’ex assessore Pizzo. Sono passati 3 anni senza che non una virgola sia stata cambiata fino all’arrivo della magistratura.

Di volta in volta restiamo attoniti nel vedere come le principali infrastrutture dell’isola sono state divorate nelle fondamenta da un cancro incurabile: il malcostume, la corruzione.

In Commissione Bilancio Ars è stata bocciata la trasformazione del Cas in Spa con  l’Anas appena 7 giorni prima di questa bufera. Se non si prendono rapidamente decisioni il rischio è che il relitto naufraghi definitivamente.

Sull’ultima inchiesta si registra la nota di Bernardette Grasso, deputata di Forza Italia: “La vicenda non diventi un ricatto per l’Ars, c’è in gioco la sicurezza e il futuro delle infrastrutture stradali. Ritengo che il modello CAS sia insostenibile ma penso al tempo stesso che sia doveroso non avventarsi in una frettolosa fusione per incorporazione, senza garanzie per le casse regionali e per i lavoratori. Nel frattempo è urgente assicurare che i lavori della A18 riprendano e si concludano prima del G7, sospendendo il pedaggio ”. -

Rosaria Brancato

2 commenti:

  1. A questo scandaloso banchetto, come tutti sappiamo, hanno partecipato alcune ditte e lavoratori di Oliveri e dintorni. Perciò mi domando come caxxo fanno questi ladri a lamentarsi per le buche esistenti nelle autostrade siciliane.

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  2. Malcostume, corruzione e sprechi sono i tre mali dai quali sono affetti quasi tutti i nostri politici. I quali a loro volta li trasmettono a tutti noi. Se non ci affrettiamo a ripristinare quel minimo di moralità che i nostri padri ci hanno trasmesso, dobbiamo rassegnarci a vivere tempi duri e difficili.

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