giovedì 13 aprile 2017

Consorzio Autostradale

usato come “bancomat”

ed i progetti inesistenti

o senza requisiti.

Tra il 2012 e il 2013, sarebbero stati 70 i decreti di liquidazione degli incentivi emessi dal Cas, ma in difetto di requisiti o a volte anche del progetto stesso. In 32 casi mancherebbe qualsiasi documentazione a sostegno dei benefit confluiti nelle buste paga di responsabile unico del procedimento, direttore dei lavori, progettisti, collaudatori. È questo uno degli aspetti finiti al centro dell’indagine condotta dalla Dia e coordinata dalla procura di Messina finita ieri al centro dell’operazione Teckno che vede 57 indagati tra impiegati del Cas accusati di truffa e peculato. Dodici quelli a cui sono stati sequestrati somme e beni per oltre 1 milione di euro, mentre sei sono stati sospesi in via cautelativa per sei mesi. Gli incentivi su cui ha posto l’attenzione la Dia – dopo aver intercettato alcune conversazioni in cui i vertici del Consorzio criticavano la gestione degli incentivi da parte dei dirigenti – sono stati di recente eliminati dal nuovo codice degli appalti, approvato l’anno scorso. Ma nel 2012 era previsto che, per ogni gara d’appalto per lavori di manutenzione straordinaria o opere da realizzare, il due per cento sull’importo della gara andasse a quanti ne seguivano l’iter. Con questo sistema, secondo la Procura, dirigenti e funzionari del Cas avrebbero usato i bonus previsti dalla legge, portando avanti progetti e lavori per caselli autostradali, manutenzione delle gallerie, rifacimento dell’asfalto e quant’altro potesse servire a far partire le richieste di incentivi. -

Nessun commento:

Posta un commento