mercoledì 19 aprile 2017

Biotestamento, il paziente

potrà abbandonare terapie.

LA DIRETTA

L'esame in Aula alla Camera. Arriva divieto accanimento terapeutico.




Redazione ANSA
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Il provvedimento è in discussione in Aula alla Camera.

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Intanto Mina Welby e Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Massa per il reato di istigazione o aiuto al suicidio, in relazione alla morte di Davide Trentini, il 53enne malato di sclerosi multipla, deceduto il 13 aprile in Svizzera dove era stato accompagnato dalla Welby per ottenere il suicidio assistito. Lo ha reso noto il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro spiegando che l'iscrizione è avvenuta a seguito dell'autodenuncia di Welby e Cappato.
Nel ddl biotestamento entra il principio del divieto dell'accanimento terapeutico e il conseguente riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare totalmente la terapia. La modifica è contenuta in un emendamento del presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti che ha ottenuto parere favorevole dalla commissione ed andrà votato dall'Aula. In base al testo, "Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative".
Un centinaio gli emendamenti da votare, mentre si riaccende la polemica in merito all'articolo della legge che prevede la possibilità di disporre la sospendere di nutrizione e idratazione artificiale per il momento in cui non si fosse più capaci di intendere, con gli ospedali cattolici che equiparano tale opportunità, se "non giustificata", alla pratica dell'eutanasia.
Il TESTO sulle 'disposizioni anticipate di trattamento' è composto di cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. In base ad esso "ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (« DAT »), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (« fiduciario ») che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.
E' dal 2013 che si parla dell'argomento alle Camere. Diverse le proposte di legge depositate in Parlamento. Tra le altre una petizione popolare che è stata depositata in Parlamento il 13 settembre 2013.

(ANSA)

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